«La RAI non spenga la radio dedicata alla comunità italiana in Istria»

La RAI intende spegnere le trasmissioni radiofoniche in modulazione onde medie, a partire dall’11 settembre 2022. Questa decisione riguarderà pure lo spegnimento dell’onda media del segnale di Radio Trieste A, che trasmette i programmi radiofonici per la Comunità Nazionale Slovena in Italia, come pure dell’impianto di Campalto, da dove si irradia il segnale del programma radiofonico della sede RAI del Friuli Venezia Giulia “L’Ora delle Venezia Giulia”.

Il Presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, a nome dell’organizzazione rappresentativa unitaria dell’intera Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia, si è rivolto in questi giorni al Ministro e al Sottosegretario di Stato degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Lugi Di Maio, rispettivamente Benedetto Della Vedova; al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Informazione ed editoria, Giuseppe Moles; alle rappresentanze diplomatico-consolari italiane in Slovenia; al Presidente e al Presidente del Consiglio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, rispettivamente Mauro Zanin; nonché alla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, per esprimere la preoccupazione degli italiani dell’Istria, del Quarnero e della Dalmazia per il paventato spegnimento dell’onda media della RAI.

“Le trasmissioni diffuse sulle onde medie non solo garantiscono alla nostra Comunità una programmazione che offre informazione e intrattenimento in lingua italiana di altissima qualità, ma rappresentano anche uno strumento di tutela e divulgazione della lingua e cultura italiane all’estero, in particolare sulla sponda orientale dell’Adriatico. Su onde medie è diffusa infatti la Voce della Venezia Giulia, trasmissione settimanale di notevole rilevanza per i connazionali presenti sul nostro territorio d’insediamento autoctono in Istria, Quarnero e Dalmazia. In questo contesto si colloca il seguitissimo appuntamento con Sconfinamenti, che dedica moltissimi e accurati approfondimenti settimanali sulle molteplici attività svolte dall’Unione Italiana, dalle Comunità degli Italiani, dalle Scuole, dalle Istituzioni e organizzazioni della Comunità Nazionale Italiana in Slovenia e Croazia, svolgendo così anche un importante ruolo di promozione della nostra Comunità”, si legge nella nota di Tremul.

“L’interruzione della diffusione delle citate trasmissioni sulle onde medie significherebbe la sospensione di un servizio di considerevole importanza per l’unica minoranza italiana autoctona al di fuori dell’Italia, che proprio per questa sua particolarità, ha delle esigenze specifiche. Esigenze che lo Stato italiano stesso riconosce: la cessazione delle trasmissioni disattenderebbe agli obblighi indicati negli art. 2 e 12 della legge n. 308 del 14 aprile 1956 e dagli impegni internazionali dell’Italia. Il previsto trasferimento delle trasmissioni sulle piattaforme web, per quanto funzionale e teoricamente efficace particolarmente per la fascia giovanile e per i nativi digitali, risulterebbe comunque escludente della popolazione anziana: affidarsi al solo web come unico strumento di diffusione priverebbe dell’accesso alle trasmissioni una larga fetta della nostra Comunità e della popolazione italofona della Croazia, della Slovenia e del Montenegro, poco avvezza all’utilizzo delle nuove tecnologie e che ha infatti ha già espresso la loro preoccupazione per lo stravolgimento imminente” prosegue nella sua lettera il Presidente dell’Unione Italiana.

Tremul, infine, si appella “alla sensibilità del Governo nazionale, del Parlamento e della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, affinché sia ritirata questa decisione che arrecherebbe grave nocimento alla Comunità Nazionale Italiana, almeno per quanto riguarda la permanenza delle onde medie del Friuli Venezia Giulia, così come nuocerebbe alla Comunità Nazionale Slovena in Italia”.

Fonte: La Voce del Popolo – 26/08/2022

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Libero - 27/08/2022
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