La Provincia di Lecco – 07.05.08 – Nelle scuole di Lecco si parli delle foibe

Egregio direttore,

Io, Marcella Orio, nipote di un esule istriano da Pola – nata a Lecco il 10 Febbraio 1985 che è diventato il "Giorno del Ricordo", abbonata e lettrice del mensile "L'Arena di Pola", giornale fondato nel 1945, che è il periodico dell'Associazione "Libero Comune di Pola in Esilio" della quale sono Socia, nonché Delegata per la Provincia di Lecco dell'A.D.ES. (Associazione per gli Amici e Discendenti degli Esuli) – per onorare i Martiri delle Foibe e le centinaia di migliaia d'Esuli dimenticati, chiedo che per il prossimo 10 febbraio 2009, "Giornata del Ricordo in Memoria dei Martiri delle Foibe e dell'Esodo dei 350.000 Italiani dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia", nelle scuole medie e superiori, sui giornali locali, e nel Comune di Lecco, si ricordino questi tragici avvenimenti.

I Martiri delle Foibe; l'Esodo, con la conseguente perdita dolorosa della propria terra; la morte civile di tanta povera gente confinata per anni nei ghetti dei campi profughi hanno rappresentato un buco nero, una pagina mai scritta nella Storia ufficiale del nostro Paese. Per 57 anni si è tentato di rimuovere quegli accadimenti dalla memoria collettiva, con la complicità di un vergognoso silenzio, imposto da una classe politica opportunista, che umiliò gli Esuli Giuliano-Dalmati prima negando la verità di quel genocidio (simile a quello degli Ebrei), poi giustificandolo come una normale ritorsione per gli atti di guerra subiti dai popoli balcanici.

La gente comune ignora che, con la cessione alla Jugoslavia di buona parte della Venezia Giulia, dell'Istria e della Dalmazia, gli Esuli hanno pagato di tasca propria, con i loro averi, il debito di guerra, e quindi la cambiale, per la sconfitta dell'Italia. Nonostante i trattati internazionali prevedessero un equo indennizzo per i beni forzatamente abbandonati, i governi che si sono succeduti, dal dopoguerra fino ad oggi, hanno rimborsato solo miseri acconti pari ad avvilenti elemosine. Più di mezzo secolo di disinformazione da parte della cultura ufficiale e dei media, ha confinato nell'oblio il Popolo Istriano, Fiumano e Dalmata. Illuso da promesse elettorali non mantenute, ha continuato a chiedere che gli fosse riconosciuto almeno il Diritto alla Memoria. Diritto accordato con 57 anni di colpevole ritardo.

Il 30 marzo 2004, il Senato della Repubblica, con 502 voti favorevoli e 15 contrari, ha approvato la legge che istituisce nella data del 10 Febbraio il "Giorno del Ricordo in Memoria dei Martiri delle Foibe e dell'Esodo dei 350.000 Italiani dell'Istria di Fiume e della Dalmazia". Dopo oltre mezzo secolo è caduta la cortina del "silenzio di Stato" su quelle tragedie. Riportare alla memoria quei fatti è un obbligo morale che s'impone alla coscienza civile della Nazione, spetta alla autorità pubblica e ai mezzi d'informazione divulgare e promuovere la ricerca storica nella verità e nell'aderenza critica dei fatti. Finalmente ai sopravvissuti ed ai loro discendenti è stato concesso di rievocare, ogni anno, la loro diaspora. E per il resto degli Italiani? Una domanda sorge spontanea: "Come si può Ricordare, ciò che non si Conosce?".

Verrà mai il giorno in cui l'Esodo e le Foibe, saranno degnamente ricordati nelle scuole, alla pari della Resistenza e dell'Olocausto?

Con Stima.

 

Marcella Orio