ANVGD_cover-post-no-img

La Pola italiana ricorda strage di Vergarolla (APcom 18 ago)

ROMA, 18 AGOSTO (Apcom) – Oggi a Pola, la Comunità degli italiani, degli esuli e dei 'rimasti' ricorda a distanza di 62 anni la strage di Vergarolla, tragedia-simbolo che segnò l'inizio dell'esodo della popolazione italiana dalla città istriana. "Si trattò di una grande tragedia per Pola. Umana prima che politica, sicuramente legata a doppio filo con l'esodo", commenta ad Apcom Furio Radin presidente dell'Unione italiana e rappresentante della minoranza italiana al parlamento di Zagabria.

Nell'agosto del 1946, sulla spiaggia della cittadina istriana – all'epoca sotto controllo degli alleati – si sarebbero dovute tenere le tradizionali gare per la coppa Scarioni di nuoto. Ma sotto la spiaggia erano nascoste 28 mine antisbarco che i soldati italiani avevano disinnescato prima di lasciare la città agli occupanti inglesi. Ignoti le innescarono nuovamente. Alle 14,15 l'esplosione di queste mine ridusse la spiaggia in un mattatoio, uccidendo dozzine tra donne e bambini, alcuni rimasti schiacciate dal crollo dell'edificio della Pietas Julia, l'associazione che organizzava la gara. I morti furono 109, ma altri perirono in conseguenza della ferite riportate.

La "spiaggia della morte" – così fu tristamente ribattezzata – è rimasta senza un colpevole per anni anche se i sospetti fin dall'inizio sono ricaduti sull'Ozna, la polizia segreta di Tito.
Oggi, nuovi documenti emersi dal National Archives di Kew Gardens, vicino Londra, dimostrano che l'esplosione delle mine – in tutto 9 tonnellate di tritolo – non fu un incidente ma un attentato ordito dalle truppe slave di Tito per spaventare i polesani e convincerli ad andarsene. Il sospetto che dietro la strage si nascondessero mani jugoslave, anticipò l'esodo di 9 decimi della popolazione polese che, sui 40.000 abitanti si ritrovò ridotta ad appena 4.000. Gli ultimi esuli partirono con il piroscafo "Toscana" il 20 marzo 1947.

Nonostante la portata delle nuove rivelazioni, la notizia è passata un po' in sordina sulla stampa croata. La sensazione è che la memoria e la ricerca delle responsabilità di quella tragedia sono confinate all'interno della sola comunità italiana.
"In Croazia effettivamente (la verità sui mandatari della strage, ndr) non ha avuto molto risalto sulla stampa nazionale", conferma Radin. "Si tutto ciò ora si può parlare in modo più obiettivo rispetto al periodo della Jugoslavia. Queste nuove informazioni dovrebbe contribuire a far luce. Per la comunità degli italiani di Pola, nel mondo degli esuli polesani aver svelato un'altra pagina di verità è una cosa importante", ha concluso.

La cerimonia si svolgerà sul luogo della tragedia dove sarà apposta una corona di fiori con la celebrazione di una messa in onore delle vittime. Quella di Vergarolla fu la più grande strage commessa in Italia in tempo di pace.

0 Condivisioni

Scopri i nostri Podcast

Scopri le storie dei grandi campioni Giuliano Dalmati e le relazioni politico-culturali tra l’Italia e gli Stati rivieraschi dell’Adriatico attraverso i nostri podcast.