La Grande guerra mette in rete nuove testimonianze (Il Piccolo 06 dic)

RONCHI Si sviluppa ulteriormente il sito internet del Consorzio culturale di Ronchi dei Legionari dedicato alla Prima guerra mondiale.

Negli ultimi mesi sono stati pubblicati materiali nel sito dedicato alla Grande Guerra sul fronte del Carso e dell’Isonzo, raggiungibile digitando www.grandeguerra.ccm.it.

Da segnalare, oltre alla sezione di approfondimenti sull’esperienza dei profughi nel campo di Wagna, la scheda dedicata all’album fotografico del generale Zamboni, conservato dalla fototeca. L’album donato alla fototeca del Consorzio dalla famiglia Brunelli di Avesa, in provincia di Verona, in occasione di un’escursione sui campi di battaglia del fronte carsico, organizzata dal gruppo di Avesa dell’Associazione nazionale alpini in collaborazione con il Gruppo ricerche storiche del Cai di Trieste, è composto da venti pagine.

Sono raccolte sessanta stampe fotografiche di piccolo formato. Accanto ad ogni foto, è incollata una breve didascalia dattiloscritta.

Filippo Zamboni, quarto di sette fratelli, nacque a Verona il 10 agosto 1874. Era figlio del cavalier Enrico, già eroe patriota distintosi durante la Terza Guerra di Indipendenza che portò l’Italia all’unificazione sotto la corona del Regno Sabaudo e di Italia Alberti, nobile veronese.

Frequentò il collegio militare di Milano dal primo ottobre 1887 e fino al 1891, prima di essere ammesso alla scuola militare per ufficiali, che frequentò fino all’agosto del 1894.

Nominato sottotenente, il 5 settembre 1894 fu collocato in forza al 6° Reggimento Bersaglieri, Arma di Fanteria. Il primo luglio 1898 fu promosso tenente. Promosso capitano nel 1909, acquisì il grado di maggiore il 9 novembre 1915, dopo aver combattuto le battaglie del Carso.

Il 31 maggio del 1917 fu promosso tenente colonnello e gli fu assegnato il comando del 18° Reggimento Bersaglieri. A gennaio 1919, con il grado di colonnello, si recò a Tripoli. Il 12 novembre 1919 fu collocato a riposo dietro sua sofferta quanto ponderata richiesta. Impegnato nella vita civile e politica, fu tra l’altro Podestà della cittadina di Sandrà Veronese dal 1927 al 1940.

Morì a Verona nel febbraio del 1949. Combatté durante il Primo conflitto mondiale sui campi di battaglia del San Michele, Gorizia, Monte Santo, Castegnavizza, Selo, Molino della Sega, Cava Zuccherina. (lu. pe.)