26.01.2026 – Nel suo percorso attraverso tutte le province italiane, la fiaccola che infine accenderà il braciere olimpico, segnando ufficialmente l’inizio delle olimpiadi invernali 2026 di Milano Cortina, ha attraversato nei giorni scorsi anche la Venezia Giulia.
Venerdì 23 gennaio partenza dal castello di Miramare, poi i tedofori hanno sfilato sul lungomare di Barcola e per un breve tratto delle Rive di Trieste, con il gran finale nella scenografica Piazza Unità d’Italia. Tra i portatori della fiaccola olimpionica c’erano anche il campione paralimpico di ping-pong Matteo Parenzan e la schermitrice Margherita Granbassi, nipote del giornalista pisinota Mario Granbassi.

L’indomani le staffette olimpioniche sono passate anche davanti al Sacrario Militare di Redipuglia, giungendo poi a Gorizia per concludere il percorso alla presenza del Sindaco ed esule istriano di seconda generazione Rodolfo Ziberna in quella Piazza Transalpina che è stata fino a poche settimane or sono il cuore pulsante di Go!2025, la rassegna che ha visto Nova Gorica ed il capoluogo isontino essere per un anno la prima Capitale europea della Cultura transfrontaliera.

Abbiamo già ricordato come nella tappa di Vicenza la fiaccola sia simbolicamente giunta anche sulle rive del Carnaro, poiché è stata portata pure da Abdon Pamich, esule fiumano e medaglia d’oro nei 50 km di Marcia a Tokyo 1964 dopo aver conseguito il bronzo nella medesima disciplina a Roma 1960. Pamich nell’occasione ha poi acceso la fiaccola di Dario Zaccariotto, figlio di esuli istriani, volendo così simboleggiare anche un passaggio di testimone nel portare avanti l’identità della comunità adriatica in esilio e la testimonianza di quel che ha patito nella fase finale della Seconda guerra mondiale.
Non si è trattato tuttavia dell’unico esule di seconda generazione, poiché martedì 27 gennaio, quando i tedofori attraverseranno l’Alto Adige, nella “catena” a Bressanone ci sarà anche il Luogotenente dei Carabinieri Davide Carrara, figlio di Gigliola Cnapich, la quale gli ha trasmesso l’amore per la natia Istria. Carrara, nato a Bergamo e cresciuto in Val d’Aosta, risiede a Selva di val Gardena, poiché è Comandante del Centro Sportivo dei Carabinieri che ha qui la sua sede ed è un’istituzione sportiva d’élite che ha forgiato tra l’altro la campionessa di sci Federica Brignone.

Il quarantaseienne sottufficiale ricopre pure importanti incarichi federali in rappresentanza degli atleti degli sport invernali e del ghiaccio appartenenti alle forze armate, ma sappiamo che si cimenta volentieri nelle partite di calcio che fanno da contorno all’annuale raduno dell’Associazione Italiani di Pola e dell’Istria – Libero Comune di Pola in Esilio: «Mia mamma e mio zio Walter Cnapich mi hanno coinvolto nelle attività dell’associazione – ci ha raccontato Davide Carrara – e quando posso partecipo al raduno a Pola. Respiro aria di casa e anche giocando a calcio, riportando alla luce le storiche casacche del Grion Pola, si stringono legami identitari con gli “avversari” della squadra costituita da giovani e meno giovani appartenenti alle Comunità Italiane della zona».

Passando dalle piste da sci altoatesine ai campi da calcio istriani, ci sarà insomma ancora un pizzico di italianità dell’Adriatico orientale in questo percorso di avvicinamento alla rassegna olimpica.
Lorenzo Salimbeni

