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La FederEsuli si unisce alle celebrazioni per la ricorrenza civile della Liberazione – 25apr15

 

La Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati si unisce alle celebrazioni per la ricorrenza civile della Liberazione, commemorazione che cade proprio nel giorno di San Marco, caro alle popolazioni dell’Adriatico nord-orientale.

L’immagine di San Marco, rappresentato come leone alato, è un simbolo forte d’identità riconosciuto in tutta la Venezia Giulia, l’Istria e la Dalmazia.
Il 25 aprile del 1945, quel simbolo non vide finire una guerra non voluta, ma l’inizio di un ulteriore periodo di violenza ed efferatezza proprio contro quell’identità.

La Liberazione, nelle province di Gorizia, Trieste, Pola, Fiume e Zara, assunse l’aspetto di un tragico rivolgimento. Deportazioni, sparizioni di civili ed esponenti dell’antifascismo non comunista, furono all’ordine del giorno. Il potere totalitario che si instaurò in quelle terre ebbe l’obiettivo non solo di battere sui campi di battaglia il nazifascismo, ma quello di scardinare alle radici la presenza, autoctona e pluricentenaria, di un popolo italico. In quelle province la Liberazione assunse anche il significato di ‘liberazione dalla presenza italiana’ operata nella negazione dei più basilari diritti umani.

Ma il giorno della Liberazione è un alto simbolo di libertà e la Federazione auspica che, a distanza di 70 anni dall’inizio della Seconda Guerra Mondiale, a 26 dalla caduta del Muro di Berlino e con l’entrata nell’Unione Europea di Slovenia e Croazia, si realizzino, una volta per tutte, le condizioni storiche e politiche perché questa celebrazione possa rappresentare un salto di qualità verso una definitiva pacificazione nazionale. Non per travisare o riscrivere la storia, ma perché chi ha combattuto per la Patria sia considerato figlio di questa Nazione e, nel rispetto della diversità, si completi la costruzione di una memoria condivisa.

Autorevoli esponenti della politica e, tra tutti, il Presidente emerito Giorgio Napolitano, anni fa invitavano a comprendere la complessità del debito della Nazione verso gli esuli istriani e dalmati, cosi come a non dimenticare chi fu infoibato, ovvero giudicato senza processo, il più delle volte per cancellare un’identità mite che popolava la propria terra.

La ricorrenza della Liberazione produsse come suo frutto la Costituzione della nostra Repubblica e perché questo momento possa essere onorato in misura adeguata ai sentimenti di libertà cui esso stesso richiama, è necessario portare a compimento la ricostruzione dell’identità degli istriani, fiumani e dalmati dispersi in tutto il mondo. È necessario per questo popolo poter vivere liberamente la propria identità e la propria storia anche nelle terre da cui esso proviene. E tale libertà, oggi, non è scontata.

Dunque, che la festa del 25 aprile sia di auspicio per portare a conclusione un compito che per parte della Nazione italiana non è ancora stato conseguito con completezza

 

dr. Antonio Ballarin
Presidente Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati

 

Roma, 25 aprile 2015

 

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