La difesa degli Esuli (Il Piccolo 01 ott)

REPLICA

Sul giornale del 24 settembre il signor Fabio Cigoi riferisce che da anni si chiede perché gli italofoni (ma voleva forse dire italiani? o magari si riferiva anche a sloveni e croati di lingua italiana?) di Istria e Dalmazia abbiano preferito la fuga alla difesa con le armi delle proprie case e terre.

Poiché anche a me è stata fatta la stessa domanda, alla quale non ho mai risposto, lo voglio fare ora, e lo farò con un’altra domanda alla quale ognuno potrà, se vorrà, dare una propria risposta: con quali armi la popolazione civile avrebbe potuto e dovuto affrontare le formazioni partigiane di Tito, agguerrite e ben armate dagli angloamericani, tanto da essere state in grado di mettere in fuga niente meno che la Wermacht, oltre che il più modesto esercito italiano? Col fucile da caccia? O forse bastava il forcone da fieno, arma popolar-rivoluzionaria per antonomasia? Come vede, signor Cigoi, il suo quesito non è ingenuo, e lo dico senza offesa, è solo stupido, perché affronta in modo estremamente superficiale, e con tono ironico, un argomento che, fatta salva ogni altra considerazione, ha comunque inflitto sofferenze infinite a persone del tutto innocenti.

Walter Grison