La città dolente: il libro ed il film

In questa videoconferenza a cura del Comitato provinciale di Milano dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia i critici cinematografici Alessandro Cuk, il quale è anche Vicepresidente nazionale dell’Anvgd, e Paolo Lughi discutono sul significato del film e più in generale sulla produzione cinematografica avente per tema l’Istria e Trieste.

Dalle considerazioni di questi due studiosi derivano interessanti osservazioni sulle vicende del Confine Orientale.

Il libro di Cuk, in particolare, approfondisce i diversi aspetti di una pellicola, “La città dolente” del regista Mario Bonnard, che pur essendo l’unica ad aver affrontato in maniera organica il tema dell’esodo giuliano dalmata mentre era ancora in corso (il film è stato realizzato nel 1948 ed è uscito nelle sale nel 1949), è stata per lungo tempo dimenticata.

L’autore analizza in modo dettagliato il film e ne offre una rilettura anche sotto il profilo storico dell’immediato dopoguerra. “La città dolente” di Mario Bonnard segue le vicende di Berto, cittadino italiano di Pola che opta per la Jugoslavia dopo il trattato di Parigi che toglie all’Italia la sovranità sulla città. Si pente presto della scelta: riesce a far rientrare in patria moglie e figlio, ma per lui l’esilio finirà tragicamente. Visto con gli occhi di settant’anni dopo il film sembra un affresco attendibile di un’epoca che può testimoniare una pagina di storia strappata e caduta per decenni nell’oblio e nella colpevole dimenticanza.

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