La Camera dei Deputati ha commemorato la strage di Vergarolla

07.08.2026 – La proposta di legge presentata dall’On. Nicole Matteoni per istituire la Giornata del Ricordo delle vittime della strage di Vergarolla in data 18 agosto (giorno in cui nel 1946 si consumò l’attentato sulla spiaggia di Pola gremita di famiglie) è ancora ferma in Commissione Affari Costituzionali, ma la deputata triestina di origine istriana ha chiesto che nella seduta di ieri della Camera venisse svolta una commemorazione di quella che è stata la prima strage nella storia dell’Italia repubblicana, nonchè quella col maggior numero di vittime.

«Fu accertato dalle indagini angloamericane che quelle bombe non esplosero per sfortuna ma vennero innescate intenzionalmente – ha ricordato la parlamentare di Fratelli d’Italia nel suo intervento – È dovere dello Stato impegnarsi per cercare la verità e da parte nostra ci sarà tutto l’aiuto possibile. Il ricordo di questa strage è stato rimosso dalla coscienza collettiva della nazione colpevolmente per troppo tempo: solo grazie agli esuli e alle loro associazioni il ricordo di questa storia e di altre non è svanita e a loro va tutta la nostra gratitudine».

La presidente dei deputati di Italia Viva – Casa Riformista, Maria Elena Boschi, ha ricordato che «solo nel 1997 Pola ha eretto un monumento a ricordo di quella strage e solo nel 2017, governo Gentiloni, un rappresentante italiano ha potuto commemorare le vittime insieme alle autorità croate, ma ancora oggi non è stata accertata una verità processuale sulle responsabilità».

«La ricerca della verità non va fatta per vendetta o per crearsi nemici politici, va fatta per verità storica, per onorare le memorie delle vittime  – ha rilevato il deputato leghista Massimiliano Panizzut – Da nipote e figlio di esuli ringrazio le associazioni che lavorano affinchè questi episodi vengano ricordate e le generazioni future conoscano e facciano sì che fatti simili non accadano mai più: siano consapevoli che tutte le dittature rosse o nere sono da combattere per arrivare alla vera libertà dei popoli».

Intervenendo in rappresentanza del Partito Democratico, Debora Serracchiani ha ribadito che «quell’ecatombe fu freddamente pianificata e le vittime furono italiane. Da quel momento in poi per moltissimi cominciò la fuga, l’abbandono delle case e l’esodo. Non capiremo nulla della profondità della ferita subita dal corpo vivo della Nazione se non facessimo nostro, con il dolore e il rimpianto, anche il monito durissimo che si leva dalla spiaggia di Pola. Se non capiremo che Vergarolla è uno dei volti del male». 

Riportiamo, infine, l’intervento con cui il Presidente della Camera, On. Lorenzo Fontana, ha aperto la commemorazione.

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Care colleghe, cari colleghi,

ricorre quest’anno l’80° anniversario della strage di Vergarolla, avvenuta a Pola il 18 agosto 1946. Quel giorno l’esplosione di ordigni bellici lasciati incustoditi su quella spiaggia uccise in pochi istanti oltre cento persone, tra cui numerosi bambini. Fu un atto disumano, volontario e deliberato, che costò la vita a intere famiglie accorse in quel luogo per assistere a una manifestazione sportiva.

In quei momenti di panico e di disperazione emersero anche straordinari esempi di coraggio. Tra questi, merita di essere ricordato il medico Geppino Micheletti, che pur avendo appena perso i suoi due figli proseguì senza sosta a prestare soccorso. Per questo suo gesto di profonda umanità è stato insignito dal Presidente Mattarella della Medaglia d’Oro al “Merito della Sanità Pubblica”.

Questa strage è rimasta avvolta per troppo tempo da un silenzio ingiustificato. Le responsabilità non sono mai state accertate. Ma si trattò di un attentato terroristico ai danni della popolazione italiana, considerato il primo nella storia repubblicana. Quel massacro si consumò nel contesto delle forti tensioni etniche e culturali che da decenni dilaniavano il confine orientale, inasprite dall’avvento delle dittature.

In quei mesi, Pola attendeva con incertezza l’esito dei negoziati di pace in corso a Parigi, chiamati a decidere le sorti di quel territorio, ancora italiano. Questa tragedia aggravò il clima di tensione, segnando in maniera indelebile il destino degli italiani. Migliaia di loro abbandonarono la città, consapevoli del crescente pericolo e già fortemente provati dalla feroce occupazione delle truppe jugoslave di Tito.

Nel ricordo di quegli eventi, rendiamo dunque omaggio alla memoria dei nostri connazionali che furono le principali vittime innocenti di quel clima di odio e di intolleranza. Allo stesso modo, ricordiamo i superstiti e i loro cari, costretti a un esodo forzato come unica alternativa per salvare la propria vita.

A distanza di 80 anni, la strage di Vergarolla interpella ancora le nostre coscienze. Ci invita a custodire con forza la verità storica e a difendere ogni giorno la dignità di chi ha subìto una violenza così atroce per la sola colpa di essere italiano.

È nostro dovere tramandare alle nuove generazioni la piena consapevolezza delle pagine più buie della nostra storia, perché simili tragedie non possono cadere nell’oblio.

Invito ora l’Assemblea a osservare un minuto di silenzio.

Lorenzo Fontana
Presidente della Camera dei Deputati 

 

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