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Klinger giustiziato con un pistolone di nome Tito? (La Voce del Popolo 05giu15)

 

Non si può morire a quarant’anni per un’esecuzione. La parola che aleggia nella sala Sbisà di via Torre Bianca è proprio questa: esecuzione. Si parla di William Klinger con il dolore e l’incredulità di aver perso in modo tragico ed assurdo una delle menti più belle del panorama dei giovani storici del territorio. L’intelligenza umana quasi rifiuta di credere che solo la sua morte abbia fatto emergere nel giusto modo il valore della sua ricerca, la profondità del suo pensiero. Comunque, parafrasando Enrico Morovich “Non era bene morire”, non adesso, con tanta carne al fuoco. O proprio per questo? Si chiede l’avvocato Paolo Sardos Albertini, invitato dall’UPT a chiudere con la sua conferenza il ciclo di incontri curati da Pierluigi Sabatti e Massimiliano Rovatti, che riprenderanno in autunno. E ad annunciare, da questa sede, l’uscita con i quotidiani della regione FVG (a 12 euro), della ristampa del libro di Klinger “L’Ozna – Terrore del Popolo”. Storia del servizio segreto di Tito, della sua nascita ed evoluzione.

 

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http://editfiume.com/lavoce/fvg/13383-klinger-giustiziato-con-un-pistolone-di-nome-tito

 

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