Juventus: un dalmata e un capodistriano ai vertici

Il mondo dello sport è un ambito che coinvolge sempre una larga fetta opinione pubblica e quindi i “personaggi” sono sempre molto cauti nell’esprimere il loro pensiero e nello svelare notizie strettamente personali e familiari. Per questo mi ha molto colpito la dichiarazione di Alessio Secco, che dal 26 maggio 2006 ricopre l’incarico di Direttore sportivo della Juventus; all’età di trentasei anni guida il mercato della società bianconera, il club calcistico più glorioso dello stivale che conta oltre undici milioni di tifosi. Al giornalista Matteo Marani, del settimanale “Guerin sportivo”, nell’intervista riportata sul n. 13 del 27 marzo 2007, il dirigente juventino alla domanda “Cosa hai provato quando Capello vi ha mollati?” ha così risposto: “Dovevamo occuparci insieme dell’area tecnica: Non mi aveva scelto lui, come ho sentito dire, ma è stata una notizia raggelante. Di colpo ero solo. Ho risposto con la cultura del lavoro del buon torinese e con la mia cocciutaggine. La devo a mia nonna paterna, toscana di Monte Amiata, e a mio nonno che era della Dalmazia e aveva marciato su Fiume con D’Annunzio”. Per fare il quadro dell’autore dell’intervista che ha raccolto questa risposta va detto che Matteo Marani è autore del bel volume “Dallo scudetto ad Auschwitz” nel quale descrive la storia dell’allenatore ebreo magiaro Arpad Weisz, che vinse tre scudetti prima della guerra e concluse la propria esistenza nei lager nazisti. Per concludere queste note va sottolineato che il padre dell’attuale direttore sportivo della “Vecchia Signora” ha lavorato per ventisette anni come segretario per Boniperti e ora riconoscente l’orgoglioso dirigente di razza dalmata Alessio Secco, dichiara in attesa del ritorno della squadra torinese nella massima serie: “La Juve ha permesso alla mia famiglia di vivere senza difficoltà”.

Floriano Roncarati, giornalista sportivo

 

Va aggiunto che il Presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli, è figlio di capodistriani e nipote della medaglia d'oro al valor militare Niccolò Cobolli Gigli.