Istria: aria e acqua sotto controllo (La Voce del Popolo 18 giu)

POLA – Programmi di monitoraggio della qualità dell’acqua da sorgente e dell’aria che si respira nella penisola d’Istria, ieri all’ordine del giorno della Giunta regionale, presieduta in maniera alterna dal presidente Ivan Jakovčić e dal suo vice Valerio Drandić. Nulla di eccezionale, sono argomenti che rientrano nell’ordinaria amministrazione dei rapporti annuali sulle condizioni di conservazione ambientale riferite all’Istria, non fosse per il dato che non è più una novità, ma non è nemmeno rincuorante e che riconferma la presenza d’ozono nell’aria, già da anni registrata all’atto delle misurazioni compiute ad opera dell’Istituto regionale all’igiene e pubblica profilassi indicanti una concentrazione d’ozono da III categoria (risulterebbe condizione ideale l’aria con presenza ozonica minima da I categoria).

Ozono: un male planetario

L’Istria non fa eccezione come nemmeno la Croazia, ha sottolineato in sede di Giunta l’assessore all’edilizia e alla pianificazione, Josip Zidarić, specificando che il male della concentrazione ozonica è planetario, senza possibilità di porre rimedio a parte il fatto di attendere istruzioni del Ministero croato competente che attende direttive a livello di strategia europea. Ozono a parte, l’aria istriana, in base a tutti gli altri parametri e prendendo in considerazione tutti gli altri possibili fattori atmosferici inquinanti, è classificabile quale aria di I categoria, dato questo scientificamente provato da ben 16 stazioni di misurazione manuale e da altre 6 automatiche di cui 5 sistemate nei dintorni di Fianona, una a Pola, e da altre stazioni di monitoraggio piazzate intorno ad impianti industriali (a Brovigne, vicino alla fabbrica cementi di Valmazzinghi, a Fianona, a Vermo ecc.).
È soltanto nel caso del territorio adiacente la cava di Vragna che i valori della registrazione sono scesi facendo classificare l’aria alla II categoria. In accordo con il comune di Lupogliano, l’impresa industriale responsabile “Redimix”, ha steso un piano di sanamento che presto dovrebbe essere messo in atto.

Rifornimenti idrici sufficienti

Il monitoraggio annuale delle acque da sorgente istriane prima del trattamento di purificazione (Gradole, Rakonek, San Giovanni ecc.) dei pozzi attorno a Pola, del bacino di accumulazione di Bottonega starebbe a dimostrare che la qualità è invariata negli ultimi anni. Quanto alla quantità, Jakovčić ha fatto notare che il rifornimento idrico istriano non incontra alcun problema, non almeno per qualche anno a venire ma che con il trend di consumo in crescita, ci sarà carenza qualora non si provvederà a trovare soluzioni a lunga scadenza. Si ritiene che lo stato dovrebbe investire molto di più di quanto fatto finora, prendendo soprattutto atto dell’erosione del terreno nel bacino di accumulazione di Bottonega. Qui viene segnalato il problema dell’inquinamento e dello sforzo fatto per investire nella costruzione dei mancanti sistemi di canalizzazione, per cui negli anni a venire si prospettano investimenti pari a più decine di milioni con i quali si doteranno di nuova rete 25 centri abitati.

Nuovi 200 ettari di vigneti

Trattato ieri il resoconto dell’operato dell’Agenzia istriana di sviluppo rurale (AZRRI) per la quale, l’Assessore all’agricoltura, Milan Antolović, ha specificato che le entrate dell’anno passato sono ammontate a 3,3 milioni di kune grazie alle quali si sono potute acquistare e mettere a disposizione degli agricoltori istriani molte nuove viti ed aumentare di conseguenza di oltre 200 ettari le superfici terriere piantate a vigna e portare attivamente avanti programmi finanziati da fondi internazionali come quello della tutela della specie bovina autoctona, della carne e derivati. E mentre è in dirittura d’arrivo l’elaborazione di una strategia istriana di sviluppo agricolo su scala regionale (da mandare in prima lettura all’Assemblea), l’AZZRI pianifica il rimboschimento di 187 ettari andati bruciati nel territorio dignanese.
La Giunta regionale ha ieri posto il proprio visto alla sottoscrizione di un annesso contrattuale alla concessione data all’ente addetto all’erogazione del gas “Plinara” per la distribuzione del metano sul territorio dell’Istria meridionale. Questione di adeguamento alle normative di legge per un documento la cui sottoscrizione risale al 2006 e che in sostanza porterà ad una minima riduzione delle entrate che la regione d’Istria ricaverà come indennità di concessione (pari allo 0,5 per cento di entrate da concessione). Pazienza come inizio, ha rilevato in questo caso l’assessore Zidarić, dicendo che man mano cresceranno la rete di distribuzione e l’utenza, maggiori saranno gli incameramenti per la regione. (af)