Alla 23ª edizione dell’Ischia Film Festival, diretto egregiamente da Michelangelo Messina, una serata speciale è stata dedicata ad Alida Valli, una delle più grandi attrici del Novecento, di origine istriana perché nata a Pola nel 1921, quando la città era italiana.
L’occasione è stata la proiezione del docufilm “Alida” diretto da Mimmo Verdesca e prodotto dalla Venice Film di Alessandro Centenaro e dalla Kublai Film in collaborazione con Rai Cinema.
Una proiezione non casuale a Villa Colombaia, a Forìo d’Ischia, perché in quel luogo Alida Valli c’era stata più volte come ospite e aveva consigliato ad un amico, Luchino Visconti, di acquistarla. Cosa che poi avvenne negli anni Sessanta e per il grande regista fu un luogo di grande creatività, soprattutto nell’ultima parte della sua carriera. Opere come “La caduta degli dei”, “Morte a Venezia” e “Ludwig” videro il loro sviluppo in quel luogo incantevole.

Villa Colombaia sta rinascendo e si sente ancora l’atmosfera di Luchino Visconti e di Alida Valli, come ha sottolineato nell’introduzione Anna Maria Punzo, direttrice artistica dei Beni Culturali del Comune di Forìo e che segue anche la comunicazione e la direzione artistica della Colombaia.
Il film è stato presentato da Alessandro Cuk, critico cinematografico e vicepresidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, già autore di un libro “Alida Valli. Da Pola ad Hollywood e oltre” che ha raccontato la carriera dell’attrice, soprattutto dal punto di vista cinematografico.
«Molte scene del film “Alida” – ha sottolineato Alessandro Cuk – sono dedicate al connubio tra Luchino Visconti e Alida Valli. Insieme hanno fatto un film “Senso” che rimane uno dei capolavori del cinema italiano e che è stato molto apprezzato anche a livello internazionale. Proiettare questo film in questa location ha un significato davvero particolare e straordinario».

