iniziativameridionale.it – 310507 – Lo storico comunista Moscato contro i negazionisti

di Giovanna Canzano. 

La libertà di espressione e libertà pensiero non è un argomento che preoccupa solo gli studiosi del negazionismo o studiosi che non vogliono seguire la strada tracciata da altri, ma preoccupa anche chi è schierato politicamente a sinistra. Abbiamo voluto sentire anche il professore Antonio Moscato che ci dice ‘Io comunque, da comunista, mi batto anche contro lo stupido negazionismo di settori sedicenti di sinistra sulle foibe, e ancor più sulla tremenda dimensione della repressione staliniana, ecc.’.

CANZANO – Cosa pensa della possibilità che venga approvato il disegno di legge Mastella?

MOSCATO – Prima di tutto, devo dire che sono contrario a qualsiasi condanna per reati di opinione. Io comunista critico (o se si preferisce, per semplificare, “trotskista”, anche se non mi sono mai definito tale) ho denunciato a Cuba non solo le attuali condanne ai dissidenti, ma anche quella del 1968 a Anibal Escalante, che cercava di mettere insieme una rete di antiguevaristi, e definiva Guevara un trotskista che per fortuna se n’era andato via da Cuba…

CANZANO – I nostri intellettuali hanno la libertà di esprimersi?

MOSCATO – Non ce l’hanno, ma non c’entrano le leggi, c’entra l’opportunismo, l’abitudine a non contrastare chi detiene il potere (nell’accademia, nelle case editrici, nelle redazioni dei giornali, anche di sinistra). Ci sono eccezioni, rare, ma l’autocensura funziona molto efficacemente e rende inutile la censura vera e propria. E se qualcuno fa eccezione, viene punito con anni di silenzio (si pensi all’inchiesta di Oliviero Beha sulla partita con il Camerun truccata).

CANZANO – I suoi studi di ebraismo le hanno fatto mai dubitare sulla veridicità dell’olocausto?

MOSCATO – Non sono uno studioso dell’ebraismo in senso stretto, anche se ho letto moltissimo sull’ebraismo. Sono uno storico dell’età contemporanea. Ateo fin da giovanissimo, ho letto con impegno l’antico testamento (ma anche il Corano) e molti studi sull’antichità ebraica (a partire dall’opera monumentale di Shlomo Baron). Ma che c’entra con lo sterminio degli ebrei? È una vicenda del nostro tempo, non eccezionale purtroppo: a parte rom e sinti, e moltissimi slavi, vittime anch’essi del nazismo, sono stati sterminati in quanto popolo armeni, e soprattutto molte popolazioni africane (ad esempio gli abitanti dell’attuale Namibia nei primi anni del Novecento. È una vicenda che è folle negare, o illudersi di ridimensionare riducendo il numero delle vittime (anche se fossero state molto meno, sarebbe stato non meno orribile). Altra cosa che ci sia stata una utilizzazione politica dell’Olocausto (ma a me dà fastidio questo nome che ha una valenza religiosa) da parte del gruppo dirigente di Israele. Lo ha denunciato anche Anna Harendt al momento del processo Eischmann.

CANZANO – In Italia uno studioso del negazionismo ebraico (?), potrebbe subire una tale condanna?

MOSCATO – Potrebbe esserci, perché il nostro è un paese in cui la faziosità dilaga. Penso alla facilità con cui elementari constatazioni sul ruolo dell’Italia in Iraq vengono presentate come complicità con i terroristi, penso al grottesco intervento coercitivo in Francia nei confronti dei simboli religiosi islamici guardato con simpatia da molti incredibili ma autorevoli personaggi. Dico “islamici” anche se si finge che sia contro tutti gli altri simboli: e allora perché non vietare alle suore di comparire in pubblico?. Io detesto ogni ostentazione di simboli, e ogni mascherata (mi sono rifiutato di indossare nelle sedute di laurea la toga, che in realtà è una tonaca della controriforma) ma non concepisco che si vieti ad altri di vestirsi come vuole. Io comunque, da comunista, mi batto anche contro lo stupido negazionismo di settori sedicenti di sinistra sulle foibe, e ancor più sulla tremenda dimensione della repressione staliniana, ecc.