In un libro le favole del fiumano Gaspardis

La prima sensazione che si prova leggendo il volumetto di Gaspardis, esule da Fiume, è quella di ritornare bambini e sentire quell'affetto che solo un nonno, una nonna possono dare.
È lo stesso titolo a suggerirci che la narrazione non ha età. La lettura scorre veloce, il linguaggio semplice ma efficace aiuta a cogliere l'essenzialità della narrazione. La nota predominante, oltre ad una buona dote di fantasia e di estro letterario, è la concatenazione apparentemente casuale degli avvenimenti, che ritroviamo soprattutto nei racconti della prima parte, quelli dedicati alla suspence. Non sono proprio gialli né racconti di genere in senso stretto: credo vadano definiti piuttosto folgorazioni, flash letterari. Particolarmente interessante quello dal titolo "Handless", non solo per l'intreccio narrativo quanto piuttosto per la descrizione di una certa atmosfera (estranea ai soliti giri turistici) della città eterna.  Di grande effetto la conclusione, che ovviamente non va svelata, ma affidata alla curiosità del lettore.
Storie e personaggi si susseguono apparentemente senza ordine, quasi sospesi nel tempo e nello spazio. Eppure alla fine del libro si ha come l'impressione di aver concluso un itinerario vissuto e partecipato con le persone che abbiamo incontrato nella nostra lettura.
Ma al di là delle valutazioni letterarie vale la pena sottolineare come l'autore abbia anche il merito di affrontare temi difficili e contemporanei (come, ad esempio, la pedofilia, l'immigrazione clandestina, la separazione coniugale, etc.) con una leggerezza ed una ironia rare a trovarsi. Il suo è un mondo variegato, dalle mille sfumature, ed il suo vuole essere un altro punto di vista, al di fuori del coro. E ce lo offre con la saggezza e la semplicità che sono proprie di coloro che nella vita hanno sofferto. Ognuno di noi ha una sua sofferenza, ma il dolore può portarci a chiuderci o ad aprirci verso il mondo. E questo è quello che è capitato al nostro autore. Una apertura, un affetto verso tutto ciò che lo circonda. Varrebbe un discorso a parte il racconto dal titolo "Lazzaro", dedicato alle foibe. Affrontare questo tema significa provare a raccontare ad un bambino una tragedia dei nostri giorni. Non si deve aver paura di ricordare, non bisogna rimuovere per non rinnovare la sofferenza. Bisogna avere il coraggio di farsi piccoli e con lo stupore e la meraviglia che è propria dei bambini, imparare a raccontarci ed a raccontare. È questo il senso più autentico di questo piccolo, prezioso volumetto.

Brunella Bassetti

 

Franco Enrico Gaspardis
"Da uno a cento anni – Favole rivisitate racconti in pillole"
Prefazione di Marino Micich, Il Filo, Roma, 2007, Pp. 130, Euro 14,00