04.10.2026 – Era la notte tra il 4 ed il 5 ottobre 1943 allorchè Norma Cossetto, studentessa istriana di 23 anni, veniva infoibata dopo crudeli violenze ed abusi. Da un mese l’entroterra dell’Istria era in balia dei partigiani comunisti jugoslavi che avevano approfittato del vuoto di potere creatosi dopo il collasso politico, militare ed istituzionale conseguente all’annuncio dell’armistizio dell’8 settembre 1943.
Quasi un migliaio sarebbero state le vittime di un’insurrezione che aveva colpito i principali rappresentanti dello Stato italiano sul territorio: il fascismo era stato già abbattuto il 24 luglio, questa epurazione politica, che avvenne pure a Spalato e a Sebenico, era prodromica all’annessione di quelle terre di confine alla nuova Jugoslavia che Tito, leader della resistenza comunista, aveva in mente. La guerra di liberazione della Jugoslavia dagli occupanti nazifascisti e dai loro collaborazionisti stava assumendo i contorni di un progetto espansionista.
Tale clima di terrore si sarebbe ripetuto nel novembre 1944 a Zara, “liberata” dagli jugoslavi dopo che era stata rasa al suolo dai bombardamenti angloamericani e la sua popolazione era già fuggita dando così inizio all’esodo giuliano-dalmata, e a guerra finita, nella primavera 1945, nuovamente in Istria ma anche a Trieste, Gorizia e Fiume ed i morti furono oltre 5.000.

Tra gli istriani, fiumani e dalmati Norma Cossetto divenne ben presto il simbolo di queste carneficine e la sua memoria fu custodita anche in esilio. Per questo pochi mesi dopo la prima celebrazione istituzionale del Giorno del Ricordo il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi le conferì la Medaglia d’oro al merito civile alla memoria con la seguente motivazione:
Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio. 5 ottobre 1943 – Villa Surani (Istria)
Comitati e delegazioni dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia ricordano in questi giorni il sacrificio di Norma Cossetto, martire delle foibe.
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A cura di Lorenzo Salimbeni,
Responsabile comunicazione dell’ANVGD


