In cerca dello zio istriano di Moschiena

Che ci faceva verso la fine di luglio 2021 a Milano, Udine, Trieste e Moschiena il signor Hans Rubinich, giornalista radiofonico dell’emittente ARD Südwestrundfunk? Stava conducendo una ricerca genealogica, per comprendere le proprie origini, dato che i suoi avi sono di Moschiena. Situata sulla costa istriana orientale, dopo la Prima guerra mondiale Moschiena, dal 1918 al 1947 appartiene al Regno d’Italia, Dal 1924 fa parte della provincia italiana di Fiume, nel Golfo del Quarnaro. Dopo la Seconda guerra mondiale il paese è annesso alla Jugoslavia e, dal 1991, è della Croazia (Republika Hrvatska).

Hans Rubinich e sua moglie Iris, che lo aiuta nella ricerca d’affetto, si sono fatti tante domande, come risulta da una email del 10 luglio 2021 allo scrivente. “Vorremmo chiedere a qualcuno qualcosa sulla famiglia Rubinich. Vorremmo cercare la casa di Gloriano ed Emilio Rubinich. Molti Rubinich sono sepolti nel cimitero di Moschiena. C’è qualcuno che potrebbe raccontarci qualcosa o che addirittura visiterebbe il cimitero con noi?”

Il giornalista tedesco ha fatto a ritroso il percorso dell’esodo dei suoi familiari istriani, ma non ha molte notizie a riguardo, perché ha perso entrambi i genitori in tenera età, vivendo poi con la nonna e ha avuto pochi contatti con gli zii. Si pensi che di uno zio Rubinich emigrato a Detroit (USA) non sa nemmeno il nome, mentre con lo zio Gloriano (1921-2006), vissuto tra Argentina e Friuli, ha intrattenuto alcuni rapporti epistolari e di persona.

L’esodo dall’Istria porta i tre fratelli Rubinich da Moschiena, probabilmente a Trieste, chissà forse al Campo profughi del Silos, come accadeva per molti di loro in fuga dalle violenze e prevaricazioni titine. Poi Gloriano è sicuramente a Udine, perché si associa all’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD).  Dal 1942 conosceva già il Friuli, per aver fatto il militare a Latisana e la guardia al Campo di prigionia di Torviscosa, dove erano detenuti i prigionieri sudafricani e neozelandesi, catturati dall’esercito italiano nella prima battaglia di El Alamein. Poi trova la fidanzata a Palazzolo dello Stella e si sposano nel dopoguerra.

Con l’aiuto del fratello Emilio (1899-1964), che sta a Milano nel 1948, Gloriano emigra in Argentina. Il terzo fratello va negli USA. Nei primi anni ’50 Emilio va a lavorare in Germania, a Francoforte sul Meno, dove gli nasce Hans, il protagonista di questo affascinante viaggio della memoria, sul quale sta per organizzare addirittura una trasmissione radiofonica per l’emittente tedesca ARD.

“Ritornando indietro con gli anni – scrive Gloriano Rubinich nel suo Diario – la Jugoslavia di Tito mi privò di tutti i miei beni terreni e casa”. Questo esodo divide tremendamente le famiglie dei fratelli Rubinich, tanto che la corrispondenza fra di loro e coi parenti ha vari idiomi, non solo quelli natii. Nel 1947 una zia, o una semplice conoscente, scrive a Emilio in croato, o in ciacavo “Dragi Milan” (Caro Milan, diminutivo familiare); Emilio riceve detta cartolina a Milano, in via Carlo Tenca. Nel 1955 c’è un’altra cartolina in croato da Moschiena per Emilio, che vive a Francoforte sul Meno. Lo zio Gloriano al nipote Hans, che sa solo il tedesco, negli anni 1983-1987 scrive in lingua castigliana dell’Argentina o in italiano. È sempre lo zio Gloriano a consegnare al nipote Hans, dopo la morte della mamma Gertha Eberhardt, nel 1982, un voluminoso album di fotografie di famiglia, con alcune incantevoli immagini dei primi anni del Novecento.

Dalle lettere familiari si sa che Gloriano ha un figlio, a sua volta, di nome Gloriano, che è diplomato geometra, aspirante attore, ma di lui si perdono poi le tracce. Ci sono altri due figli di Gloriano: Antonietta e G. Antonio. Dal giornale degli emigranti friulani «Friuli nel Mondo» si sa che Gloriano Rubinich si trova a Mar del Plata nel 1970, appunto in Argentina, dove ha in gestione un ristorante dagli anni ‘50.

Negli anni ’70 Gloriano rientra in Italia e in Friuli apre un ristorante tipico argentino a Lignano Sabbiadoro, provincia di Udine. Gli dà il nome di “La Rueda Gaucha” (La Ruota del mandriano), attivo ancor oggi, registrando migliaia di recensioni nei social media. In seguito coglie l’occasione di gareggiare all’appalto del bar Gervasutta, in un Ospedale nella zona sud di Udine. Trova una seconda moglie che gli dà un grande affetto. Lui ha 55 anni, è il 1976, l’anno del terremoto in Friuli. Cerca di dare il bar Gervasutta in gestione ai figli nel 1990, ma essi “non hanno retto”, come segna nel suo Diario. “Poi siamo ritornati noi nel 1992 fino al 1996. Poi abbiamo venduto, sperando di stare bene e di poter vivere serenamente. È subentrata la mia malattia…”. Verso il 2001 scrive il suo memoriale e viene a mancare del 2006, dopo aver vissuto le peripezie dell’esodo dalla sua Moschiena fino in Argentina e col ritorno in Friuli, avendo un fratello negli USA e un nipote in Germania.

Gli istriani, i fiumani e i dalmati con l’esodo sono stati sparpagliati per il mondo, ma si sono sempre dati da fare, hanno lavorato sodo, amando l’Italia. Chi ha vissuto accanto a loro lo sa. Bisogna dirlo ad alta voce: è tutta gente per bene. Sono proprio italiani due volte, per nascita e per scelta, come ha scritto Dino Messina. La ricerca sui Rubinich prosegue. È certo.

Fonti archivistiche – Scheda anagrafica di Gloriano Rubinich, nato a Moschiena (Fiume) il 13 agosto 1921, Archivio dell’ANVGD di Udine. Si ringrazia la segreteria per la collaborazione.

Fanno parte dell’Epistolario Cattalini, custodito presso l’Archivio dell’ANVGD di Udine, i seguenti documenti manoscritti o stampati e fotografie:  Gloriano Rubinich, Diario, dopo del 2001, ms e fotografia.

Fonti orali e digitali – Si ringraziano le persone che hanno concesso l’intervista (int.) a cura di Elio Varutti, come di seguito indicato: – Hans Rubinich, Francoforte sul Meno (Germania) 1956, int. a Udine del 29 luglio 2021, in presenza della moglie Iris Rubinich e varie email di luglio 2021. – Daria Gorlato, Dignano d’Istria 1943, int. a Udine del 29 luglio 2021, ha pure svolto la funzione di interprete (lingua tedesca-italiana) tra lo scrivente e i coniugi Rubinich.

Collezione privata – Hans Rubinich, Marburgo (Germania), fotografie, cartoline, lettere e documenti; stampati, dattiloscr. e ms.

Bibliografia e sitologia – Dino Messina, Italiani due volte. Dalle foibe all’esodo: una ferita aperta della storia italiana, Milano, Solferino, 2019.

“Posta senza francobollo”, «Friuli nel Mondo», febbraio 1971, p. 12.

Elio Varutti, Dal Diario Rubinich di Moschiena, esodo in Argentina e ritorno in Italia, on line dal 17 ottobre 2017 su  http://eliovarutti.blogspot.com/

Ricerca diretta dal professor Elio Varutti, coordinatore del Gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Networking a cura di Tulia Hannah Tiervo, Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Lettori: Hans Rubinich, Enrico Modotti, oltre a Claudio Ausilio (ANVGD di Arezzo), Bruna Zuccolin e Daria Gorlato (ANVGD di Udine). Aderiscono al presente progetto: ANVGD Delegazione provinciale di Arezzo e Centro studi, ricerca e documentazione sull’esodo giuliano dalmata, Udine. Immagini dalla collezione private di Hans Rubinich (Coll. H.R.), se non altrimenti indicato. Copertina: Udine, 29.7.2021, trattoria Ai Frati, incontro intervista di Hans e Iris Rubinich (a destra) con Elio Varutti, grazie alla traduzione di Daria Gorlato. Foto ANVGD Udine (vedi sopra). Altri materiali dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine.  – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.

Fonte: Varutti e Esuli giuliani, Udine –

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