Il sindaco di Roma Gualtieri alla foiba di Basovizza e al Magazzino 18

13.04.2026 – Nel silenzio austero della Foiba di Basovizza, tra il Carso ancora segnato dalla memoria e il vento di Bora che accompagna il raccoglimento, si è consumato oggi pomeriggio, 13 aprile, un momento di forte valore istituzionale e civile nell’ambito del Viaggio del Ricordo organizzato da Roma Capitale e Città Metropolitana di Roma Capitale con la collaborazione del Comitato provinciale di Roma dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. La visita del sindaco di Roma Roberto Gualtieri ai luoghi simbolo dell’esodo giuliano-dalmata e delle tragedie del confine orientale ha assunto il significato di un ponte tra territori e generazioni, nel segno di un riconoscimento tra reciproche memorie che guarda alla riconciliazione.

Accolto dal sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, Gualtieri ha preso parte alla cerimonia insieme a Renzo Codarin e a Donatella Schürzel dell’Anvgd e a Marino Micich presidente della Società di Studi Fiumani: con loro, un centinaio di studenti provenienti da quindici scuole superiori romane, dieci del Comune e cinque della Città Metropolitana. I ragazzi, accompagnati anche dai rappresentanti della Polizia di Roma Capitale con i gonfaloni istituzionali, si sono fermati in un minuto di raccoglimento davanti al monumento, prima della deposizione di una corona d’alloro.

Nel suo intervento, Dipiazza ha sottolineato il lungo percorso che ha portato a una progressiva pacificazione: «Abbiamo costruito, passo dopo passo, un processo importante. Oggi parlare di pace, in un mondo attraversato da tensioni e conflitti, è ancora più difficile ma necessario. Trieste è una città che ha saputo trasformare il dolore in convivenza, e di questo ne siamo orgogliosi». Parole che hanno fatto da cornice all’accoglienza rivolta al primo cittadino romano, in un clima di condivisione e consapevolezza storica.

Gualtieri ha evidenziato il valore simbolico del sito e del lavoro compiuto negli anni per renderlo luogo di memoria sobria e rispettosa: «Questo è un luogo tragico, dove si intrecciano le grandi ferite del Novecento. È perciò fondamentale che qui si sviluppi un percorso di riconciliazione autentica, che coinvolga italiani, sloveni e croati, nel segno di un’Europa che rifiuta guerra, violenza e nazionalismi». Il sindaco capitolino, ha ricordato come le foibe rappresentino una pagina dolorosa, segnata da violenze che colpirono anche civili innocenti, inserendosi nel più ampio dramma dell’esodo giuliano-dalmata.

Tale visita si inserisce in un itinerario più ampio che ha toccato anche il Sacrario di Redipuglia e il Magazzino 26 (ex Magazzino 18) del Porto Vecchio, guidando gli studenti attraverso i luoghi simbolo della memoria del confine orientale.  Il viaggio prosegue domani verso Fiume, dove il gruppo incontrerà, tra gli altri, la Console Generale d’Italia Iva Palmieri e i rappresentanti della Comunità italiana nel Carnaro. Un percorso che intreccia storia e identità, rafforzato anche dal legame personale di Gualtieri con quelle terre: il sindaco di Roma in uno dei precedenti Viaggi del Ricordo  aveva ricordato le sue origini lussignane, discendendo dalla famiglia Vidulich da parte materna.

I Viaggi del Ricordo, avviati durante l’amministrazione Alemanno e proseguiti negli anni successivi, si confermano così uno strumento centrale per trasmettere alle nuove generazioni una memoria complessa ma necessaria, capace di trasformarsi in consapevolezza e, soprattutto, in impegno per il futuro.

 

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