Il Piccolo – 280607 – Le Maldobrie, un piccolo mondo di sorrisi

La piazzetta con la piramide in vetro al centro della nuova Stazione
Ferroviaria, ha accolto oltre un centinaio di triestini, fan del duo
Carpinteri&Faraguna, per la presentazione a cura della libreria
internazionale «Joyce» alla Stazione, dell'antologia fresca di stampa della
casa editrice Mgs Press, «Il mondo delle Maldobrie»,che comprende alcune
delle più belle maldobrie tratte dai sei volumi pubblicati tra gli anni '66
e '83.
Lo scrittore e giornalista Lino Carpinteri, è stato introdotto da Carlo
Giovanella, che nella prolusione al fenomeno letterario, a tutt'oggi con un
record di vendite tra gli autori triestini imbattuto, ha chiesto al pubblico
di ricordare con un applauso Mariano Faraguna, scomparso nel 2001, coautore
della fortunata collana di storie in dialetto istro-veneto-dalmato, che
raccontano in chiave ironica e nostalgica, un mondo che non c'è più. «In
concorrenza con le Ferrovie dello Stato – ha detto Carpinteri con lo humor
inossidabile che lo contraddistingue, facendo il verso al messaggio
preregistrato sui movimenti dei treni, che copriva a tratti le voci – vi
racconterò, anche se molti lo sanno già , come e da dove è nato il mondo
delle Maldobrie».
Come ha ricordato Carpinteri, il mondo delle Maldobrie, dove i protagonisti
ruotano attorno ad una pescheria immaginaria dell'Istria, dove si raccontano
aneddoti e pettegolezzi su Trieste e il resto del mondo, nasce come rubrica
radiofonica dal titolo «El Campanon», nella prima metà degli anni '50.
Attori principali di queste conversazioni in istro-veneto, Duilio Saveri e
Lino Savorani, che mettono in scena una rosa di personaggi indimenticabili.
Nel 1966 prende forma il primo volume dal titolo omonimo, che raccoglie il
meglio degli episodi scritti a quattro mani dal prolifico duo letterario,
seguito a cadenza ravvicinata dagli altri volumi, fino al 1983. Ospiti ieri
sera, accanto a Lino Carpinteri, due beniamini del teatro dialettale
triestino, Ariella Reggio e Gianfranco Saletta, che hanno dato voce agli
indimenticabili «Siora Nina» e «Sior Bortolo».

Patrizia Piccione