Il Piccolo – 220108 – Istria: calano iscritti scuole italiane

POLA Monitoraggio a tutto campo del pianeta scuola della Comunità nazionale
italiana da parte dell'Unione Italiana. Vi sono infatti segnali di crisi a
causa di un costante e progressivo calo delle iscrizioni. Il fenomeno è
evidente a far data dagli inizi degli anni 90 dopo gli allarmanti minimi
storici raggiunti nel decennio ancora precedente.
Alcune cifre illustrano bene la situazione: in tre lustri il numero degli
iscritti alle prime classi delle scuole elementari italiane in Croazia è
sceso da 245 a 202 unità, in Slovenia si è passati nello stesso periodo da
69 a 45. Questo invece il quadro relativo alle scuole medie superiori
italiane. Dai 243 alunni iscritti alle prime classi in Croazia nell'anno
scolastico 1989/90 si è passati ora a 170. I relativi dati riguardanti la
situazione in Slovenia sono rispettivamente 72 e 49. All'interno di questi
dati di sintesi ci sono però località in controtendenza come ad esempio
Parenzo e Fiume.
Ma perché questo calo delle iscrizioni? A vari livelli è stato ribadito che
anche le scuole italiane del territorio istro-quarnerino devono fare i conti
con un andamento demografico generale negativo. Del resto il numero dei
neoiscritti é in flessione anche nelle scuole croate.
Del problema ha deciso di occuparsi la Giunta esecutiva dell'Unione Italiana
e prossimamente l' argomento sarà discusso anche in sede di Assemblea della
Ui. C'é chi sostiene, a livello delle elementari, che il calo degli scolari
va attribuito anche a motivi pratici, come la vicinanza a casa dell'edificio
scolastico, quasi sempre quello croato. Per quanto riguarda invece il calo
di iscrizioni alla scuola media superiore, dove la distanza è ininfluente,
risulta che gli isituti superiori croati offrono un ventaglio più ampio di
indirizzi.
Spunti di analisi e di dibattito dunque non mancano. Il presidente della
Giunta esecutiva dell'Unione Italiana Maurizio Tremul da tempo va sostenendo
che la scuola italiana per esercitare maggiore attrazione dovrebbe garantire
più qualità nell'insegnamento, diventare per cosi dire una scuola elitaria.
Impresa non facile: sarebbero necessarie strutture scolastiche d'avanguardia
(qualcosa si sta facendo grazie alla costruzione e ricostruzione di edifici
scolastici con il contributo del Governo italiano). Però occorrono anche
insegnanti all'altezza mentre l'urgenza di provvedere al ricambio
generazionale dei docenti induce a scelte meno attente al livello didattico
pedagogico. Si propone al riguardo di fare ricorso a insegnanti provenienti
direttamente dall'Italia, anche se ciò comporta maggiori costi anche per l'alloggio.
L'Unione Italiana, anche tramite Claudia Milotti, già preside a Pola, è
comunque dell'avviso che questi sforzi vadano compiuti a vantaggio di una
scuola italiana che offra garanzie di continuità alla minoranza.
p.r.