Il Piccolo – 200308 – Zagabria riconosce il Kosovo ma è crisi di governo

ZAGABRIA Il riconoscimento del Kosovo da parte della Croazia, arrivato
ieri congiuntamente a quello dell'Ungheria e della Bulgaria, ha
immediatamente aperto una crisi interna nel governo di Zagabria, con
le dimissioni del vicepremier, rappresentante della minoranza serba,
fortemente contrario al gesto della diplomazia croata e preoccupato
per i futuri rapporti con Belgrado.
Al termine della riunione del governo, il vice-premier Slobodan
Uzelac, del Partito indipendente democratico serbo (Sdss), parte
nell'esecutivo di centro-destra di Ivo Sanader, ha infatti «rimesso la
propria carica nelle mani del premier». Sanader non ha accettato le
dimissioni spiegando di volerlo nella coalizione di governo.
Uzelac ha giustificato il proprio gesto dicendo che «oggi (ieri, ndr)
è stato messo in discussione l'accordo con Sanader, nel quale era
espressamente scritto che ci saremmo adoperati per mantenere rapporti
di buon vicinato con la Serbia». La decisione sul futuro della
collaborazione tra il governo di Sanader e i rappresentati della
minoranza serba, che dura da cinque anni, sarà presa nei prossimi
giorni dai vertici dell'Sdss. Il sì ufficiale di Zagabria
all'indipendenza del Kosovo è arrivato a poche ore dalla dichiarazione
congiunta delle diplomazie croata, ungherese e bulgara che hanno
constatato che «sono falliti tutti i tentativi della comunità
internazionale di arrivare a un compromesso tra Pristina e Belgrado».
«Il Kosovo – continua la dichiarazione – è un caso sui generis, nato
da una situazione unica dopo la disgregazione della Federazione
jugoslava e la lunga presenza dell'amministrazione internazionale sul
territorio».
Ieri mattina il ministro degli esteri serbo Vuk Jeremic aveva
avvertito tutti i Paesi, «soprattutto quelli della regione»,
intenzionati a riconoscere il Kosovo, «di non poter più contare su
buoni rapporti con Belgrado». Come primo atto di protesta formale, la
Serbia ha subito richiamato in patria il proprio ambasciatore a
Zagabria.
In Croazia quasi il 70% è favorevole a uno stato kosovaro, ma un buon
50% crede che si sarebbe dovuto aspettare. Forte preoccupazione arriva
dagli ambienti imprenditoriali: si teme un impatto negativo sui
rapporti economici con la Serbia.