Il Piccolo – 190807 – Commemorata la strage di Vergarolla

POLA «Siamo qui perchè abbiamo comuni sentimenti da condividere e memorie da
ricordare» ha dichiarato ieri il generale Silvio Mazzaroli, presidente della
Famiglia polesana, alla commemorazione delle vittime della strage di Vergarolla,
avvenuta il 18 agosto del 1946.
Quel triste giorno, nello scoppio di 9 tonnellate di esplosivo contenuti nelle mine
residuati di guerra, morirono un centinaio di polesani che stavano trascorrendo una
domenica al mare. Molti si erano dati appuntamento a Vergarolla per assistere alla
regata remiera per i 100 anni della Società Pietas Julia. E forte tra i polesani era
il desiderio di ritrovarsi in libertà dopo gli anni oscuri della guerra. «Quelle
sono vittime doppiamente innocenti – ha aggiunto Mazzaroli -: per la barbarie di
ieri e le divisioni di oggi». A distanza di 60 anni cresce la convinzione che non
fosse stato un incidente casuale ma un sanguinoso atto intimidatorio verso gli
italiani della città, per costringerli ad andarsene. Il che purtroppo avvenne: così
l'italianità di Pola, rimasta spopolata, fu ridotta al lumicino. A tale proposito il
presidente del Circolo di cultura istro-veneta Istria di Trieste Livio Dorigo non ha
dubbi. «Sicuramente è stato un attentato, ma mi duole molto il fatto che l'Italia
continui a non riconoscere questo fatto. In segno di protesta noi del Circolo Istria
abbiamo scritto una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
dicendo che nonostante siamo stati invitati al Quirinale per la Giornata della
memoria, non intendiamo partecipare fino a che tra tutte le vittime della storia
dell'Italia non verranno opportunamente ricordate anche quelle di Vergarolla».
La commemorazione di ieri ha avuto un momento d’intensa commozione quando sotto il
cippo di Vergarolla in piazza San Tomaso è stata scoperta una targa alla memoria del
dottor Geppino Micheletti che, cosciente di avere perso i due figli nello scoppio,
continuò a prestare soccorso ai feriti. Corone di fiori sul cippo sono state deposte
dalla Famiglia polesana, dalla Città e da altri enti e associazioni. Hanno
presenziato alla mesta cerimonia numerosi polesani esuli e rimasti, che in
precedenza avevano assistito nel vicino Duomo alla messa di suffragio per le vittime
della tragedia. C'era anche l'on. Furio Radin, presidente dell'Unione italiana. Alla
fine del rito la Corale Mariani ha intonato il «Va' pensiero» di Verdi. E qualcuno
non ha potuto trattenere le lacrime.