Il Piccolo – 190607 – Pochi gli italiani che hanno votato in Croazia

POLA La Giunta esecutiva dell'Unione Italiana ha parlato di fallimento a proposito delle elezioni di domenica per i consigli della minoranza italiana. La valutazione e' stata espressa in base ai dati ufficiosi ma molto indicativi di cui si disponeva ieri, mentre per quelli ufficiali e
definitivi si dovrà attendere la fine di giugno. Secondo il presidente dell'Unione on.Furio Radin l'affluenza alle urne del 14.7% tra gli italiani in Croazia è una percentuale insignificante
determinata da vari fattori. «Innanzitutto manca una legge attuativa delle elezioni – ha detto – che ne definisca lo scadenziario e il ruolo dei media.
Poi, tra i connazionali è mancata la giusta motivazione in quanto i consigli in questione svolgonosolamente un ruolo marginale e infine – ha aggiunto – gli elenchi elettorali approssimativi sono una vergogna per lo Stato e anche per noi stessi». E ha spiegato ancora: «L' autorità statale di Zagabria non dispone di un elenco elettorale di cittadini di nazionalità italiana, ma attinge dai dati del censimento che sono segreti e poco attendibili in merito alla dichiarazione di appartenenza dei singoli cittadini. Però anche i connazionali stessi, quelli non inclusi sull'elenco dei votanti, hanno le loro responsabilità. Ossia non hanno provveduto a informare debitamente lo Stato di appartenere alla Comunità nazionale italiana e quindi di voler
figurare sugli elenchi di voto particolari». Per rimediare a questa situazione,ha spiegato Radin, bisogna scrivere una lettera a tutti i connazionali invitandoli a mettersi in regola. La Giunta ha quindi deciso, su proposta del suo presidente Maurizio Tremul, di chiedere l'indizione di elezioni supplettive nei comuni estromessi dal voto in violazione della Legge costituzionale sullatutela dei diritti delle minoranze, come ad esempio a Torre-Abrega, Lisignano e Visignano. Nel corso del dibattito, Graziano Musizza di Parenzo ha riportato le riflessioni di certi connazionali sulla scarsa utilità dei consigli e da qui il basso interesse per il voto. «Comprendo questa osservazione – ha risposto Radin – in quanto il 95% del nostro fabbisogno passa attraverso le istituzioni dell'UI, però è doveroso andare a votare perché c'è una legge da rispettare e per un senso di solidarietà con le altre minoranze». La Giunta ha poi affrontato un altro argomento di carattere politico, che riguarda da vicino i connazionali del litorale sloveno. Vale a dire la risposta del Governo di Lubiana alle istanze di modifiche avanzata dall'Unione Italiana in merito alla Proposta di risoluzione sulle Comunità nazionali italiana e ungherese nella Repubblica di Slovenia. «In sostanza – ha spiegato Tremul – le nostreproposte, in primo luogo la creazione di una una regione a Statuto speciale nel territorio istriano sloveno nel processo di decentramento del paese e il varo di una legge di tutela globale sono state bocciate. D'altro canto assistiamo a una continua erosione dei nostri diritti -ha continuato riferendosi ai tagli ai programmi italiani di Radio e Tivù Capodistria. Su questo punto è intervenuto Furio Radin sostenendo la necessità di avviare trattative con la Can (Comunità autogestita) costiera per creare una strategia comune nei confronti di Lubiana. Va detto a proposito che i rapporti tra UI e Can al momento non sono proprio idilliaci. «Dobbiamo essere uniti e compatti – ha detto -'se vogliamo evitare un suicidio etnico che nell'arco di 2 – 3 generazioni cancellila presenza degli Italiani sul Litorale sloveno.Nel prosieguo dei lavori la Giunta si e' occupata di temi operativi come la ripartizione dei mezzi finanziari a favore delle singole istituzioni della Comunità nazionale italiana. (p.r.)