Il Piccolo – 190108 – Sanader: la Zona ittica non si tocca

TRIESTE Nessun passo indietro sulla cosiddetta «zona ecologico-ittica»
(Zerp) in Adriatico. Il premier croato, Ivo Sanader, durante il discorso di
insediamento del nuovo governo, non lascia spazio a dubbi. Il primo ministro
ha affermato di voler avere buoni rapporti con gli Stati vicini, soprattutto
con la Slovenia e l'Italia, e per questo vuole aprire un colloquio con Roma
e Lubiana assieme alla Commissione europea per capire «perché la Zerp dia
loro tanto fastidio». Per Sanader non è possibile annullare il provvedimento
che è in linea con la Convenzione dell'Onu realtiva al diritto marino.
«Il provvedimento è stato predisposto dal Sabor – ha sostenuto Sanader – e
quanto è stato stabilito deve essere attuato e rispettato». «È chiaro – ha
aggiunto – che la Croazia non vive da sola in Europa e cercheremo quindi di
parlare con i nostri amici sloveni e italiani e con la Commissione europea.
Siamo pronti a confrontarci sulle ragioni per le quali la "zona" viene
osteggiata». «I nostri vicini però – ha precisato Sanader – non possono
schierarsi contro quanto stabilito dalla Convenzione delle Nazioni Unite. Il
governo cercherà di cancellare questi problemi dall'ordine del giorno
cosicché la Zerp continuerà ad essere in vigore e sonoconvinto – ha concluso
– che la Croazia entrerà nell'Unione europea durante questo mandato di
governoe non come sostengono alcuni pessimisti che parlano di cinque o sei
anni ancora in sala d'attesa per Zagabria».
Intanto l'ambasciatore italiano a Zagabria, Alessandro Pignatti dichiara che
Roma è pronta al confronto sulla «zona ecologico-ittica» e, al contrario
della Slovenia, non pone paletti temporali. Lubiana, infatti, nella veste di
Paese che presiede l'Ue aveva dichiarato, per bocca del suo ministro degli
Esteri, Dimitrij Rupel, di essere pronta a sedersi a un tavolo di
concertazione solo dopo che la Croazia avrà congelato la «zona
ecologico-ittica». Dichiarazione che aveva mandato su tutte le furie il
presidente della Repubblica di Croazia, Stipe Mesic il quale, senza mezzi
termini, aveva criticato la particolare attenzione che Lubiana sta dedicando
alla Zerp approfittando della sua presidenza Ue.
Intanto entra direttamente nella vicenda anche il settore ittico italiano.
«Auspico che la delicata situazione riguardante l'attuale assetto della
pesca in Adriatico possa essere inserita fra le priorità del Suo Governo».
Con queste parole il presidente della Federcoopesca-Confcooperative, Massimo
Coccia, ha scritto una lettera al primo ministro croato Sanader, fiducioso
di trovare presto una soluzione circa la zona di protezione ittica ed
ecologica entrata in vigore il 1 gennaio 2008. Una speranza, commenta con
l'Ansa Coccia, basata sulla collaborazione che l'organizzazione cooperativa
aveva avuto nel passato. «Da anni la Federcoopesca intrattiene con il mondo
professionale croato – scrive ancora Coccia – rapporti di cooperazione e
amicizia, nel quadro delle relazioni bilaterali avviate già negli anni
novanta dalle autorità nazionali dei due Paesi». Nel 2005 infatti,
nell'ambito del progetto Adri.fish, era nata l'Unione delle Cooperative
della pesca istriana che vedeva affiancate la Federcoopesca con le Regioni
di Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Istria in Croazia e la
Municipalità di Izola in Slovenia.
«Proprio in vista della prossima adesione all'Ue – conclude nella missiva il
presidente formulando al primo ministro i migliori auguri di buon lavoro –
auspico che l'attuale assetto della pesca in Adriatico possa essere
riesaminato nello spirito del sistema comunitario e nella prospettiva del
comune interesse dei Paesi che vi si affacciano, elaborando una soluzione
che assicuri la sostenibilità a lungo termine dell'attività, anche in
termini sociali ed economici».