Il Piccolo – 150907 – Monfalcone dice no al bilinguismo sloveno e friulano

No al bilinguismo: i bisiachi dicono no all'imposizione di friulano e
sloveno. Stavolta la non proviene dal mondo politica, bensì dalla società
civile: lo stop arriva infatti dai rappresentanti dell'associazione Gruppi
incontri bisiachi e dall'Istituto di cultura e lingua veneta per il Friuli
Venezia Giulia, Istria e Dalmazia, a cui si sono unite altre 16 associazioni
cittadine apolitiche, di volontariato, d'arma, sportive, culturali,
hobbistiche e varie. Già nelle ultime settimane, a seguito dell'inserimento
di Monfalcone tra i Comuni di tutela della lingua slovena e in conseguenza
dell'applicazione del bilinguismo negli atti pubblici e nella
cartellonistica, si erano sollevate, tra i membri del consiglio comunale, le
prime barricate. Rafforzate, nei giorni successivi, dal timore che il
Monfalcone, nonostante la smentita dell'assessore regionale alla Cultura,
Roberto Antonaz, possa un giorno vedere applicata la legge regionale di
tutela e insegnamento del friulano. Davanti a queste circostanze, dunque,
hanno opposto forti resistenze associazioni che raccolgono buona parte della
società civile monfalconese, come l'associazione sportiva Canale Locovaz, il
gruppo speleologico Spangar, il circolo del Trullo, il Club 77 Frecce
Tricolori, le sezioni monfalconesi dell'associazione nazionale dei
Carabinieri, dell'Unione nazionale ufficiali d'Italia e dell'Arma
aeronautica, il Dopolavoro ferroviario Isontino, l'associazione nazionale
alpini di Monfalcone, l'Istituto accademico di studi carsici, l'associazione
Mutilati e invalidi di guerra, la sezione provinciale dell'associazione
nazionale Paracadutisti d'Italia, la sezione monfalconese degli Artiglieri
d'Italia, la sezione provinciale dell'Associazione italiana insegnanti di
geografia, la sezione monfalconese dell'Associazione nazionale finanzieri
d'Italia
e l'Associazione giuliano-dalmati di New Jersey (Usa). Ne è scaturito un
documento firmato da molte persone, in rappresentanza dei relativi gruppi. E
il messaggio non dà adito a dubbi: «I monfalconesi, assieme a tutti gli
altri bisiachi e a tutti i cittadini di buon senso, dicono no a ogni
tentativo di alterare la storia, la lingua e la cultura di queste terre – si
legge -. Da noi è innato il senso dell'accoglienza e del rispetto nei
confronti di ogni minoranza ma ciò non significa affatto che dobbiamo
assistere passivamente a quest'opera di stravolgimento della nostra
plurisecolare identità. Per cui ben vengano forme di tutela delle minoranze
linguistiche, ma solo ed esclusivamente laddove questi linguaggi sono
tradizionalmente parlati da buona parte della popolazione locale».
Le associazioni si dichiarano letteralmente «allibite per la decisione di
inserire Monfalcone tra i comuni di lingua slovena e friulana». Una
decisione che «va contro ogni evidenza e, se ciò non bastasse, contro quanto
hanno affermato i più grandi studiosi negli ultimi 200 anni».
Tiziana Carpinelli