Il Piccolo – 141107 – Finanziaria blindata: esuli penalizzati

L'emendamento al testo della Finanziaria all'esame del
Senato, presentato dal governo e ora bloccato, riguardante la perequazione
in materia previdenziale Inps riconosciuta agli esuli in base alla legge 140
del 1985, provoca la compatta reazione delle associazioni rappresentative
dei profughi giuliano-dalmati. L'intenzione di suscitare «a tutti i livelli,
dal Presidente della Repubblica alle autorità locali, una reazione» a
sostegno degli interessi degli esuli in Finanziaria, viene espressa, in una
nota, dal presidente della Federazione degli esuli, Renzo Codarin ,
firmatario, assieme al vicepresidente della stessa Federazione, Lucio Toth ,
di una lettera-appello al Presidente della Repubblica Napolitano. Codarin e
Toth fanno riferimento alla «situazione di confusione e di pericolo in
Senato», che ha indotto la maggioranza a bloccare in alcune parti il testo
della Finanziaria rinunciando ai suoi stessi emendamenti. Fra questi,
appunto, l'abrogazione del secondo comma dell'articolo 61 della citata
legge. «Non solo quindi viene confermato parzialmente il totale disinteresse
del Governo per i problemi degli esuli giuliano-dalmati e delle loro
famiglie – osserva il presidente della Federazione – ma vengono smentiti
anche i più recenti impegni degli uffici responsabili della Presidenza del
Consiglio per cancellare l'infame secondo comma, che toglie ai vecchi esuli
i diritti in materia previdenziale Inps riconosciuti dalle sentenze della
Cassazione». La Finanziaria 2007, abolendo quel riferimento normativo,
avrebbe dato certezza alla perequazione pensionistica a partire dal momento
dell'erogazione, nel 1985, di una somma allora di 30mila lire mensili, oggi
di 60 euro circa, che l'Inps vuole invece riparametrare dal momento dell'effettiva
corresponsione. Da qui i ricorsi ai giudici e le oltre mille pronunce
favorevoli agli esuli pensionati da parte dei tribunali (due anche da parte
della Cassazione). Ancora più indignato il commento del presidente
dell'Unione degli Istriani, Massimiliano Lacota , il quale scrive: «Adesso
basta, andremo in piazza per manifestare tutto il nostro sdegno verso chi ci
disprezza». La norma – sottolinea la nota dell'Unione Istriani – di fatto
costringerà gli esuli al rimborso delle spese legali per le cause vinte
contro l'Inps e delle erogazioni frutto della perequazione riconosciuta nei
tribunali. Altro che spiragli e garanzie del ministro Rutelli, che ha
beffato – aggiunge – le timide richieste di attenzione». Getta acqua sul
fuoco delle polemiche il sottosegretario all'Interno, il triestino Ettore
Rosato , il quale rileva come l'iter della Finanziaria non si concluda al
Senato. «C'è – ricorda – il successivo passaggio alla Camera, dove le
legittime aspettative degli esuli potranno venir riconosciute, come del
resto è stato anche di recente assicurato loro dal presidente del Consiglio
Prodi».