Il Piccolo – 140208 – Codarin: Croazia interpreta male Napolitano

«Le parole di Giorgio Napolitano sono state mal interpretate dal presidente
croato Stjepan Mesic, perchè considerate frammentariamente e non nella loro
completezza. Il Presidente della Repubblica ha ricordato in maniera corretta
tutte quelle che furono le atrocità commesse in queste terre nel secondo
dopoguerra». Ha aperto così Renzo Codarin, presidente della Federazione
delle associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati, l'incontro a
conclusione delle manifestazioni in occasione del Giorno del ricordo.
Ieri, al Caffè Tommaseo, Codarin ha fatto il punto, assieme a Renzo
de'Vidovich (che ha denunciato di aver ricevuto una busta contenente della
polvere bianca, «probabilmente nulla di grave – ha commentato de'Vidovich –
ma un tentativo di darmi fastidio») sulle iniziative organizzate in questi
giorni in Italia e nel mondo per ricordare la tragedia dell'esodo e delle
foibe, durante una conferenza cui ha preso parte anche l'assessore comunale
alla Cultura Massimo Greco. Complessivamente sono state 250 le località che
hanno ospitato cerimonie di vario tipo, dalla deposizione di corone all'intitolazione
di vie, dagli spettacoli ai concerti.
Durante l'incontro di ieri c'è anche stato spazio per i commenti sul gelo
calato tra Italia e Croazia dopo l'intervento di Napolitano di domenica.
«Pubblicheremo sul sito Internet della Federazione degli esuli l'intero
discorso di Napolitano – ha affermato Codarin – in italiano, croato e
inglese, così potrà essere letto nella sua interezza e capito. Le
incomprensioni sono scaturite dal fatto che in Croazia hanno considerato
solo quel frammento del discorso in cui si definivano le foibe come
intervento di pulizia etnica, ma le parole di Napolitano non si limitavano a
quel concetto».
E sempre nell'ambito delle manifestazioni in occasione del Giorno del
ricordo, lunedì si è svolta, nell'ex campo profughi di Padriciano, una
seduta straordinaria del consiglio provinciale. «Abbiamo pensato fosse
importante chiedere la partecipazione del mondo della scuola – spiega Maria
Teresa Bassa Poropat – invitando docenti e studenti». La seduta si è aperta
con l'intervento dello storico triestino Roberto Spazzali. C'è stato poi
spazio per le testimonianze di chi ha vissuto sulla propria pelle il dramma
dell'esodo.
e.c.