Il Piccolo – 130408 – Rovigno, bloccati i lavori alla sede degli italiani

ROVIGNO Sono poche, anzi pochissime le opere edilizie a favore della Comunità nazionale italiane eseguite nel pieno rispetto dei termini contrattuali. Tra queste non figura sicuramente la Comunità di Rovigno considerata uno dei pilastri dell'italianità sul territorio istro quarnerino,che con i suoi 2.300 soci è tra le più grandi in assoluto. Ebbene la ristrutturazione della sede in Piazza Campitelli procede con grossi ritardi, si parla da uno a due anni e ciò a causa di gravi inadempienze da parte della ditta appaltatrice , la «AR Inzenjering» di Rovigno. Ed è questo il motivo che ha spinto l'Università popolare di Trieste in veste di committente del progetto, a rescindere il contratto per cui ora il cantiere dei lavori è desolatamente deserto.

Come ha confermato il presidente della Comunità Elio Privileggio, ora si procederà al conteggio e pagamento dei lavori eseguiti dopodichè verrà bandita una nuova gara d'appalto. «Bisogna far presto – afferma Privileggio – in quanto è necessario rendere agibile la terrazza estiva ora messa sottosopra, per poter ospitare i numerosi appuntamenti culturali all'aperto durante la prossima stagione».

Il progetto di ristrutturazione della sede include l'accorpamento di una casa adiacente acquistata dall' Unione italiana ancora nel 1998. In questo modo si otterranno 140 metri quadrati di nuovi spazi su tre livelli. Ossia al pianoterra una saletta giochi, al primo piano due vani per attività varie e il retro palco per la terrazza estiva e al secondo piano un' altra sala

per le prove dei gruppi musicali. Anche questo progetto, come gli altri simili sul territorio istro quarnerino dalmata, viene finanziato dal Governo di Roma per il tramite dell'Università popolare di Trieste e dell'Unione Italiana. L'importo in questione è pari a 220.000 euro. Va detto che nonostante i lavori in corso, le attività in Comunità si svolgono regolarmente in quanto è agibile la struttura non toccata dalla ristrutturazione. In una seconda fase sarà completamente ristrutturata la terrazza estiva e ciò in base alle indicazioni che emergeranno dal dibattito sul tema. Qualcuno vorrebbe una copertura o una semicopertura dell'estivo

con strutture mobili, altri invece propendono per lo status quo con interventi limitati al palcoscenico. Alla fine i connazionali rovignesi troveranno sicuramente la soluzione giusta.

 

P.R.