Il Piccolo – 06.05.08 – Ecco perché esporre il tricolore

L'intervento

È ormai storicamente accertato che dal 1943 al 1945, si svolse in Italia un triplice scontro politico militare, fra italiani. La lotta di liberazione nazionale contro i tedeschi invasori e la loro criminale ideologia nazista.

C’era poi la guerra civile comunisti e fascisti. I primi volevano imporre al popolo italiano la dittatura del proletariato.

Il terzo scontro ebbe luogo nell’Italia orientale dove i comunisti parteciparono alla guerra imperialista della Jugoslavia di Tito, che rivendicava l’annessioni del Friuli-Venezia Giulia, l’Istria e la Dalmazia, per portare il confine sul Tagliamento. Nel 1945 quando i territori dell’Istria e della Dalmazia vennero conquistati da Tito, il Pci non solo non chiese il plebiscito, ma approvò l’annessione di questi territori alla Jugoslavia comunista. Il Pci tradì così l’Italia e consegnò gli istriani e dalmati all’atavico nemico slavo. Nell’estate del 1943 il Cln di Gorizia contattò il comando partigiano del territorio sostenendo la tesi che alla fine della guerra, il destino di Gorizia sarebbe stato deciso dagli Alleati.

Il Cln di Gorizia di cui faceva parte anche il Pci deliberò in questo senso. Il rappresentante comunista del Cln votò contro, accettando così di fatto l’annessione di Gorizia alla Jugoslavia. Il 1° maggio 1945 i titini occuparono la città. Alle manifestazioni slovene a favore della Jugoslavia, parteciparono gli slavi delle Valli dell’Isonzo, del Vipacco, del Carso e del Collio, perché a Gorizia non avevano simpatizzanti per organizzare manifestazioni in loco. In queste occasioni in Pci convogliava in città i comunisti dell’Isontino, che insieme agli slavi calati dai monti, chiedevano in nome di Tito e Stalin, l’annessione del Fvg alla Jugoslavia. Il colmo della ignominia fu raggiunto nel novembre 1946 con il baratto Tito-Togliatti. Il capo del comunismo italiano propose a Tito di cedere Gorizia alla Jugoslavia, in cambio del ritorno di Trieste all’Italia.

I goriziani ricordano con disprezzo questa vergognosa proposta comunista, che avrebbe cancellato dalla storia Gorizia italiana, consegnando il suo popolo a uno stato straniero. Da vecchio goriziano che ha lottato per la libertà e l’Italia, espongo ogni anno il tricolore il 25 aprile e il 1° maggio, per ricordare ai nemici di Gorizia, di ieri e di oggi, che Gorizia è italiana.

Livio Tunini
ex presidente dell’Agi