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Il peso delle parole (Voce del Popolo 16 gen)

di Aljoša Curavić

Nell'anno di grazia 2009 sloveni e croati stanno litigando su chi va il merito per la liberazione di Trieste e l'Istria. Hmm, chissà che non vado giù in piazza Unità da Urbani a prendermi uno spritz aperol o uno shekerato e poi, già che ci sono, vado da Pepi a magnarme una jota carsica e infine entro nella storica Bomboniera dove mi prendo uno strudel austriaco. Chissà, forse mi aiutano a risolvere l'arcano. “Il valore della minoranza italiana in Istria, Quarnero, Dalmazia e Slavonia è inestimabile. È una minoranza che si difende con risorse non adeguate, che dà più di quanto riceve”. Sono parole del ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, espresse nella sede della Comunità degli Italiani di Pola. La visita in Croazia del capo della diplomazia italiana è avvenuta in un momento difficile, esplosivo, nei rapporti tra Lubiana e Zagabria. Le due capitali, fino a ieri consanguinee, si contendono un pezzetto di confine marittimo alto-adriatico con toni d’altri tempi, con fraseologie antieuropee e guerrafondaie che hanno gettato sull’Istria un’atmosfera di piombo che avvelena i rapporti fra le genti.

Si dice che in politica, spesso, le parole pesano più dei fatti. È per questo che è importante cosa si dice e, soprattutto, come viene detto. Da questo punto di vista il discorso di Frattini a Pola è stato una bella sorpresa. Le sue parole hanno espresso, per molti aspetti, lo stato d'animo e la percezione che la minoranza ha di sé in questo momento. Hanno messo in rilievo la valenza morale di quanto la minoranza sta facendo. Frattini ha parlato di Europa, di Euroregione, di infrastrutture, di Case dell'amicizia italo-croata, di superamento delle contese territoriali in un contesto europeo e dei mali assoluti della storia che hanno scarnificato queste terre.

Si può anche non essere daccordo su tutto quello che il ministro ha detto davanti ai connazionali riunitisi a Pola, oppure non credere alla buona fede dell'impegno promesso per il reperimento di finanziamenti aggiuntivi con cui aggiustare le falle della Finanziaria. Qualcuno, da queste parti, potrà anche storcere il naso per il fatto che si tratta di un ministro del governo Berlusconi, oppure che la sua visita ha il sapore di un'operazione bizantina. Sta di fatto che l'intervento del capo della Farnesina, puntato sui valori dell'amicizia, del dialogo comunitario e della riconciliazione in un contesto democratico e antifascista, ha avuto il sapore di una sana tregua in un momento in cui, da queste parti, prevale la retorica bombarola di diplomazie che cercano disperatamente un campo di battaglia.

 

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