Il Gazzettino – 110208 – Mons.Battisti: foibe crimine contro umanità

Crimini contro l'umanità. La tragedia delle foibe e il dramma dell'esodo vengono definiti così dall'arcivescovo emerito di Udine, monsignor Alfredo Battisti, che, pur appellandosi al dovere del perdono e di una memoria senza più alcun rancore, non ha potuto mettere in secondo piano quella congiura del silenzio e, spesso, quel negazionismo con cui alcune forze e lobby tentarono di
seppellire quel pezzo di storia.
Dietro il disegno perverso c'era un uso sbagliato della libertà «che diventa crudele e criminale ogni qual volta si fa autonoma da Dio e dalla sue leggi»: questo ha causato le foibe e il dramma della pulizia etnica, ha scandito Battisti nella messa concelebrata all'Oratorio della Purità assieme all'arciprete del Duomo, don Luciano Nobile, in occasione del quarto anno del Giorno del ricordo.

La verità prima di tutto, quella verità che per troppo tempo è stata sottaciuta o addirittura negata. Non ha paura Battisti a rendere un servizio alla giustizia: «È stata una lunga pagina di storia in cui si è compiuto un crimine contro l'umanità, contro i componenti di un popolo innocente, contro cittadini giusti ed inermi». La lontananza temporale da quei fatti non allevia i sentimenti di odio, tanto che l'arcivescovo emerito sa bene come il dolore sia acuto, «lo sento, lo percepisco nelle parole, negli sguardi, ma nonostante tutto bisogna essere capaci di perdonare e contribuire alla purificazione
della memoria».

Ma con fatica si cancellano i torti subìti, ha risposto indirettamente, poche ore dopo, il presidente provinciale dell'Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Silvio Cattalini, in auditorium Zanon, snocciolando le questioni aperte: i beni abbandonati (vertenza irrisolta in 60 anni) e gli indennizzi.
Fa paura l'ignoranza che aumenta su questa tragedia: il 72\% dei nostri connazionali non ha la minima idea di che cosa sia la foiba e il 42\% non associa la parola ad alcun accadimento storico.

Diritti addio. L'accusa mossa da Cattalini è dirompente: «I nostri diritti sono stati violati e continuano ad essere calpestati: finora siamo stati indennizzati appena del 10 per cento del valore attuariale dei beni». Intollerabili le strumentalizzazioni sulle foibe che arrivano da destra e da sinistra, ha proseguito, mettendo all'indice i comportamenti opportunisti. «È possibile che, con la costruzione della nuova Europa, i discendenti degli esuli possano tornare nella loro terra d'origine?», si è chiesto Battisti. La
preghiera per i caduti, una corona di fiori depositata in Cimitero davanti al monumento che immortala due persone che stanno per essere gettate in foiba sono le immagini conclusive di una giornata in cui hanno risuonato le parole "Pola addio" e le immagini di un popolo in fuga e di brandelli umani nelle cavità carsiche.

Irene Giurovich