Il funerale dell’esule polesano Sergio Satti

10.07.2026 – Si è svolto il 7 luglio 2026 alle ore 10.30, nella Chiesa del Cimitero di San Vito a Udine, l’ultimo saluto all’ingegnere Sergio Satti, decano e dirigente dell’ANVGD di Udine. Il Diacono Lorenzo ha officiato il rito religioso assieme al Collaboratore Federico con canti e preghiere.

Satti era nato a Pola il 17 settembre 1934. Dopo l’esodo al Campo profughi di Laives di Bolzano, fu a Udine, dove divenne ben presto un valido professionista e una figura di riferimento della comunità giuliano-dalmata in esilio. È stato vicepresidente del Comitato di Udine dell’ANVGD dal 1987 al 2015, ai tempi della presidenza dell’ingegnere Silvio Cattalini, esule di Zara.

Alla fine della funzione religiosa ha avuto la parola il professore Elio Varutti, coordinatore del Gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. “Ringrazio il Diacono Lorenzo per le sue belle parole – ha detto Varutti – e vi leggo un messaggio della Presidente Bruna Zuccolin, impegnata altrove. Per Sergio. Il Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD) ricorda con profondo affetto, stima e riconoscenza il proprio Socio Sergio Satti. Caro Sergio, Ci hai lasciati troppo presto e ci sentiamo orfani della rua presenza, della tua saggezza, di te. Sei stato sempre presente e quando non hai potuto farlo di persona, sei stato costantemente e affettuosamente vicino con i canali che la tecnologia oggi ci offre. Continua ad accompagnarci e noi porteremo avanti quello in cui tu hai creduto, ricordando che hai fatto tanto per il Comitato di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. Grazie Sergio”.

In seguito Varutti ha voluto aggiungere un breve commento personale. “Ho sentito parlare bene di lui alla fine degli anni ’70 quando ero consigliere d’amministrazione dell’Azienda Trasporti Municipali come lui, – ha detto Varutti – allora chiesi agli altri consiglieri chi fosse. L’unica riposta che ricevevo era: ‘el xe un bravo ingegner’. Lavorò anche al Consorzio Ledra Tagliamento, nella Società Friulia e fu molto vicino all’Arcidiocesi, tanto che, nel 1992, mentre infuriavano le guerre balcaniche l’arcivescovo lo chiamò per dargli l’incarico di accompagnare un’autocolonna di aiuti umanitari Caritas verso l’Istria e lui accettò portando loro solidarietà nel momento del conflitto. Questo era Sergio Satti, io lo ricordo dicendo: el xe un bravo ingegner!”.

Hanno partecipato alla cerimonia i figli Sandro con Lorena e Paola con Alberto, oltre alle  nipoti Matilde e Francesca e i familiari tutti.

C’erano molti soci dell’ANVGD che l’hanno conosciuto ed apprezzato per le sue doti di umanità, di pacatezza e di rigore storico. Erano presenti, tra gli altri, la Segretaria Barbara Rossi, di Sebenico, l’architetto Franco Pischiutti (alfiere con labaro), Rosalba Meneghini, oriunda di Rovigno (che ha letto le preghiere dei Fedeli), Livio Sessa, nato a Trieste, che vanta avi dalmati e parenti di Dignano d’Istria e Pola, la professoressa Elisabetta Marioni, Delegata ANVGD per i contatti con le scuole, la professoressa Daniela Conighi, di genitori di Fiume e di Pola, Daniela Modeo, Giuseppe Capoluongo, la professoressa Marina Bellina, con avi di Fiume, e Annamaria Fasano vedova Rossi.

Il cordoglio nei Social media

Nel profilo Facebook di ANVGD Udine Bruno Bonetti, vice presidente dell’ANVGD di Udine ha scritto: “Era il nostro saggio, aveva una penetrante capacità di comprendere ogni questione, le sue parole non erano mai superflue, mai banali, mai fuori posto. Ci mancherai Sergio e ci mancherà anche il tuo stile!”.

Giuseppe Capoluongo, poeta dell’ANVGD, ha aggiunto: “Si è spenta un’altra voce che sapeva,/ dell’intenso dolor di quella gente, /venuta via costretta, dalle terre,/ dove eran nate prima della guerra./ Esule e prigionier di quel ricordo, / ha raccontato a tutti l’ingiustizia / che hanno subìto i dalmati e istriani,/ da quanti erano amici e dai nemici. / Addio caro Sergio, amico mio, / viaggi ormai su strade ove giustizia/ regna, e lì riceverai indennizzo, / a quanto quì in terra hai patito”.

Tra i tanti altri messaggi e le migliaia di visualizzazioni anche dagli USA e Canada ecco, in conclusione, il messaggio della professoressa Elisabetta Marioni: “Una grande perdita per la città di Udine e per la grande famiglia degli esuli istriani, giuliani e dalmati. Era un uomo gentile, intelligente , sensibile e coraggioso. Ricordo ancora il suo intervento appassionato davanti agli studenti dello “Stringher” nel febbraio 2020, in occasione della cerimonia del Giorno del Ricordo, che io allora avevo organizzato come docente dell’Istituto, in collaborazione con l’ANVGD- Comitato di Udine. Era stata una cerimonia molto articolata , con proiezioni di filmati sul tema delle foibe e dell’esodo, riflessioni storiche ad opera del collega Varutti e presenza di autorità, compreso il Prefetto, che aveva scelto la nostra scuola per conferire un’onorificenza ad un erede di un infoibato. Alla fine era intervenuto l’ing. Satti, che aveva raccontato ai ragazzi delle classi quinte la sua esperienza di esule da Pola. Quando siamo rientrati in aula, i miei allievi della V C del Tecnico Turistico mi hanno detto immediatamente che avevano apprezzato moltissimo le parole dell’ing. Satti, che aveva fatto comprendere loro , con grande efficacia, la drammaticità dell’esodo più di un saggio storico sul tema. L’ing. Satti aveva saputo parlare alla loro mente e al loro cuore, dimostrando , in modo inequivocabile, l’importante funzione della testimonianza degli esuli per far comprendere oggi la terribile tragedia delle foibe e dell’esodo.. Mandi di cuore, caro ing. Satti, e grazie per essere stato un testimone dell’esodo! Sentite condoglianze alla famiglia”.

Fonte: ANVGD Udine

 

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