24.04.2026 – Una bellissima esperienza il viaggio che mercoledì 22 aprile ha portato a Rimini i vincitori della X edizione del Premio Anita Preghelli 2026. Meta del viaggio, che si è potuto realizzare grazie al contributo della Presidenza del Consiglio del Comune di Bologna, era la Biblioteca di Pietra dell’artista fiumano Vittorio D’Augura. Una biblioteca di pietre d’Istria, sulle quali 30 targhette in ottone ricordano altrettanti scrittori/scrittrici di Trieste, Fiume, dell’Istria e della Dalmazia, mostrando la tradizione letteraria di quelle terre. Una biblioteca che si protende sul mare, quasi un ponte fra le due sponde dell’Adriatico.

Il gruppo di 30 persone era composto da 25 studenti/esse della VBiotec dell’Istituto Belluzzi Fioravanti, accompagnati dalla docente di lettere, professoressa Maria Letizia Cotti, e da due docenti, il prof. Diego Intelligente e Floriana Pinto. Per il Comitato provinciale di Bologna dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia erano presenti Chiara Sirk, presidente, e Marino Segnan, consigliere. Ad accogliere il gruppo per un saluto c’era Chiara Bellini, vicesindaca di Rimini. È quindi intervenuto l’artista Vittorio D’Augusta, ideatore della Biblioteca di Pietra, di cui ha spiegato la storia, le finalità, le caratteristiche di un’opera davvero unica. D’Augusta, 89 anni, esule fiumano, artista riminese, ha realizzato questo monumento nel 2013 per conto del Comune di Rimini e in accordo con le associazioni degli esuli e l’Istituto Storico della Resistenza. Luogo dove celebrare il Giorno del Ricordo il 10 febbraio di ogni anno. Ha detto D’Augusta: “La nuova diga mi è parsa il luogo più adatto, anzi sono stati proprio i grandi blocchi squadrati di pietra d’Istria a suggerirmi l’immagine di una gigantesca ‘Biblioteca’. Insomma, l’idea era già nella scogliera”.

Sono poi intervenuti diversi ragazzi illustrando il percorso fatto per l’elaborazione dei testi per il concorso e a chiusura la Presidente Sirk che ha teso a magnificare l’opera di D’Augusta e la scelta dello splendido luogo dove è stato realizzato questo monumento. E ha donato alla Vicesindaca il volume edito dall’Associazione Bolognese “Dove andare, dove tornare. Autori italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia dal Novecento al nuovo Millennio” a cura di Giusy Criscione e Patrizia C. Hansen. Un volume in perfetta sintonia con la “Biblioteca di pietra”.
Alla fine è stata letta la frase incisa sul leggio, con cui i ragazzi si sono ritrovati in sintonia:
QUESTA SCOGLIERA COME BIBLIOTECA DI PIETRA
QUESTI MASSI DI PIETRA COME LIBRI
LA CITTÀ DI RIMINI DEDICA
AGLI ESULI GIULIANI DALMATI
ALLE VITTIME DEI CONFLITTI DI CONFINE E DELLE FOIBE
ULTIMA TRAGEDIA DELL’ALTO ADRIATICO
AREA PLURALE DI LINGUE TRADIZIONI GENTI DIVERSE
SCONVOLTA IN PASSATO DA TOTALITARISMI E SCONTRI IDEOLOGICI
TORNATA OGGI CUORE D’EUROPA E MOSAICO DI CULTURE.


