27.01.2026 – Mercoledì 28 gennaio alle ore 17:00 presso la sede del Comitato provinciale di Milano dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (via Duccio di Boninsegna, 21-23 – zona “Pagano” e “Buonarroti” – Metropolitana 1 Rossa) il consueto incontro settimanale sarà dedicato ad una vicenda della Prima guerra mondiale.
«Questa settimana in sede parleremo di un’altra pagina della nostra storia patria volutamente e sistematicamente ignorata, nello specifico parleremo dei 600.000 italiani, fatti prigionieri dagli Imperi Centrali (Austria-Ungheria e Germania) nella Prima guerra mondiale – anticipa Claudio Giraldi, Presidente dell’ANVGD Milano – Il Comando Supremo italiano, guidato da Cadorna, considerava la resa un atto di viltà e tradimento mentre la propaganda dipingeva i prigionieri come vigliacchi o disertori. Questo pregiudizio influenzò profondamente l’atteggiamento del governo italiano nei loro confronti, ritardando e limitando gli aiuti. Per questo motivo i prigionieri italiani, vissero in condizioni terribili, con un tasso di mortalità altissimo (circa 100.000 morti, il 15-20%), in gran parte per fame, malattie e stenti. Al ritorno, i reduci dalla prigionia non furono considerati “veterani” come gli altri, spesso furono guardati con sospetto, accusati di non aver combattuto abbastanza di conseguenza la loro esperienza fu a lungo taciuta dalla memoria pubblica, che celebrava solo l’eroismo e la vittoria».

