I nostri genitori non ci hanno raccontato nulla

Ho letto la rubrica “Claudio per voi” sul numero di febbraio di Difesa Adriatica. Ho notato l’accortezza e la sensibilità del sig. Claudio nel predisporre la risposta. Mi chiedo quindi, da figlia di profughi, perché i miei genitori (e tanti altri da quello che so) ci hanno celato per tanti anni una cruda realtà storica che noi scopriamo quasi solo oggi? Non è una piacevole sensazione quella di farsi raccontare la propria storia da altri, mentre a casa nessuno ha mai avuto il coraggio di farlo.

Giovanna H.

 

 

Carissima Giovanna, grazie per il contatto e le parole che mi hanno scaldato il cuore. Impressionanti sono le analogie, interiori ed esteriori, che tutti noi figli di profughi abbiamo sperimentato ed integrato nel nostro DNA umanitario, spirituale. Ti propongo una riflessione. Non banale, non superficiale. Ascolta con il cuore, ti prego. Pensa a una coppia, un amore che si sta evolvendo, ricco di speranze, di entusiasmo, di timori e incertezze, eccetera. Questa coppia ha investito molto nei propri figlioli, per un futuro ottimista e consapevole. Ma…qualcosa sta per accadere… Qualcosa che modificherà per sempre la loro vita. Un futuro sgretolato da profondi e anche ingiustificati sensi di colpa. Verso sé stessi (troppe domande senza risposta) e verso i figli (come sarà il loro domani? Avremmo potuto fare qualcosa? Ma cosa? Perché è accaduta questa tragedia? Perché questo odio?). Ecco…secondo me, la chiave di lettura sta proprio in questo senso di colpa vissuto nello sradicarsi da certezze ataviche per affrontare nebbie dolorose e intrise da incomprensioni che partivano anche dai figli. Quindi… questa tragedia aiuta amori a consolidarsi ma ne frantuma altri, provoca conflitti generazionali per motivazioni drammatiche (le radici, il passato non risolto mischiato con un presente molto fragile, brandelli di spiegazioni politiche e sociali, eccetera). Ma qualcosa si è davvero spezzato… Ecco perché penso che se scattasse una vera solidarietà generazionale da tutte le parti, l’affetto e la rinascita potrebbero creare un futuro di riscatto, ricco di sorprese costruttive e di propositi equilibrati. Tutto ciò può avvenire anche per le nuove persone che si avvicineranno alla nostra storia, senza pregiudizi ma con comprensione e, ripeto, solidarietà.

Claudio