I Cosulich e la logistica del mare (La Repubblica 15 set)

di MASSIMO MINELLA

Il primo fu Callisto, 151 anni fa. Sei generazioni dopo, alla guida di uno dei principali gruppi logistici italiani, c’è sempre un Cosulich. O, meglio, quattro. L’ultima generazione al comando del colosso genovese del mare, infatti, è un quadrunvirato che di fatto riunisce i due ceppi che discendono dal fondatore Callisto: il presidente Antonio e il vicepresidente Andrea, figli di Mario, e gli amministratori delegati Augusto e Matteo, figli di Paolo Ulisse. Furono proprio i due fratelli Mario e Paolo Ulisse, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, a spostare il baricentro del gruppo dalla storica sede di Trieste a Genova. E oggi tocca ai loro figli tenere alto il buon nome di famiglia, cercando di valorizzare un patrimonio di conoscenze e di risorse che lo scorso anno, distribuito su oltre una ventina di società controllate che danno lavoro a 330 dipendenti diretti, ha consentito al gruppo di arrivare a 900 milioni di euro di fatturato aggregato.

Al centro del business, sempre lui, il mare, declinato in ogni sua voce in grado di generare ricchezza: agenzie marittime, case di spedizioni, terminal portuali, trasporto, logistica, provveditorie di bordo, tour operator e, da ultimo, l’affare di famiglia per eccellenza, ciò da cui tutto è cominciato e che da un paio d’anni è tornato, anche se con missioni differenti: l’armamento.

E’ infatti il 1857 quando da Lussin Piccolo, sulla costa istriana, la famiglia Cosulich si sposta a Trieste per iniziare una piccola attività di trasporto via mare. L’unità d’Italia è ancora di là da venire, Trieste è il porto degli Asburgo, lo sbocco al Mar Mediterraneo dell’Impero e Callisto Cosulich apre la sua società, mettendo in esercizio la prima nave. Giovane e intraprendente, il manager si afferma in fretta sulla piazza triestina e agli interessi armatoriali affianca presto quelli della costruzione navale. A lui e ai suoi figli, infatti, si deve la realizzazione del cantiere di Monfalcone, ancor oggi ai vertici mondiali nella costruzione di grandi navi da crociera sotto le insegne della Fincantieri.

Nemmeno la prima guerra mondiale ferma gli affari dei Cosulich. Li rallenta, questo sì, ma non li blocca. Sarà invece la seconda a mettere in seria difficoltà il gruppo, inducendolo a rallentare l’attività armatoriale e a ricominciare nel porto di Genova con l’agenzia marittima e la gestione degli equipaggi.

Mario e Paolo Ulisse ricominciano da un piccolo scagno dell’angiporto, mettendo la loro "Fratelli Cosulich" al servizio delle compagnie armatoriali. L’azienda si afferma così soprattutto come agenzia marittima. Ma presto il "core business" del mare chiama altri anelli della catena logistica: arrivano così la casa di spedizioni e la società di servizi che segue il cammino della merce dal magazzino fino alla consegna finale. I Cosulich diventano anche partner delle compagnie armatoriali di Stato in Cina, Iran, Etiopia, Tunisia. Ma è soprattutto con i cinesi che il rapporto si cementa. E quando negli anni Novanta la "Cosco" deciderà di dare fiducia al Mediterraneo sceglierà proprio i Cosulich come alleato privilegiato. Nasce infatti a Genova, negli anni Novanta, la prima joint venture con sede in Italia fra una società del nostro Paese e una cinese.

Soci alla pari, i Cosulich e la Cosco, danno vita a "CosCos", braccio operativo della compagnia cinese nel Mediterraneo con licenza di business anche nei settori più interessanti. Sotto la guida dell’amministratore delegato Augusto Cosulich, dinamico giramondo che nella sua valigia non dimentica mai le scarpe da jogging e fra un incontro e l’altro tiene vivo il suo spirito di podista, arriva il salto in avanti dell’alleanza cinese. Dalle navi, infatti, si passa ai terminal portuali.

Dal mare alla terra, per controllare meglio il cammino della merce. Cosco entra nella gestione del terminal container di Napoli Conateco e, più recentemente, si aggiudica, il sesto modulo del porto container di Voltri, in società con il terminalista gestore dei primi cinque moduli, la Port Authority di Singapore Psa, e le Ferrovie dello Stato.

L’ultima sfida è però rappresentata dal ritorno al business originario, l’armamento. Dal 2006, infatti, il gruppo ha ripreso a ordinare navi ai cantieri navali. Le prime tre unità, che hanno i nomi delle donne di famiglia, "Maria", "Teresa" e "Emma", sono navi specializzate nel trasporto di bunker, il carburante che rifornisce le navi. E in parallelo, come principale diversificazione, i Cosulich continuano a scommettere sul trading di prodotti finiti d’acciaio con la controllata "Link", società che in breve tempo si è già affermata nel mercato europeo.