12.04.2026 – Compie oggi 90 anni Anna Maria Mori, nata a Pola, esule a Firenze e affermatasi come giornalista di rilevanza nazionale a Roma. Intervistata alla soglia di questo significativo traguardo da Robinson, il supplemento culturale del quotidiano la Repubblica, di cui fu tra i fondatori, ha tuttavia ribadito che «sarò sempre la ragazza di Pola»
Anche sulle colonne de Il Piccolo di Trieste l’illustre esule polesana si è raccontata, partendo dal libro che manda in stampa per i tipi di HarperCollins al fine di celebrare questo compleanno: Disordine. Un abbecedario (quasi) sentimentale. Confrontandosi con Pierluigi Sabatti, ha rimarcato il suo profondo legame con l’Istria natia: «Se Freud ha ragione, l’infanzia te la porti addosso per tutta la vita. L’imprinting che hai avuto nei primi anni rimane: ricordi i volti dei genitori, ma anche i luoghi della natura, il mare che mi hanno rubato».

La sua carriera giornalistica iniziò con il settimanale Annabella, proseguì con Il Messaggero di Roma e partecipò alla nascita di Repubblica, ma ha lavorato anche alla radio ed in televisione, in particolare con i documentari realizzati per la RAI “Istria 1943-1993: cinquant’anni di solitudine” e “Istria, il diritto alla memoria” del 1997. Si trattò di contributi preziosi in quegli anni Novanta in cui la storia del confine orientale italiano cominciava ad affacciarsi alla ribalta nazionale: il 3 novembre 1991 Francesco Cossiga fu il primo Presidente della Repubblica a visitare la foiba di Basovizza, che il suo successore Oscar Luigi Scalfaro l’anno dopo elevò al rango di Monumento nazionale, mentre le tragiche vicende delle guerre nella ex Jugoslavia, tra fosse comuni e spostamenti coatti di popolazione, rievocavano in una tragica analogia le vicende delle foibe e dell’esodo.
Risale inoltre al 1999 la prima edizione di Bora. Istria, il vento dell’esilio, vincitore del Premio Rapallo Carige per la donna scrittrice, del Premio Nazionale Alghero Donna di Letteratura e Giornalismo per la sezione narrativa, del Premio Costantino Pavan di San Donà di Piave e del Premio Chiantino. Scritto a quattro mani con Nelida Milani, rappresentante di spicco della letteratura e della cultura della comunità italiana autoctona nell’Adriatico orientale, Bora portò all’attenzione del grande pubblico uno scambio epistolare tra un’esule ed una “rimasta”, entrambe tuttavia cresciute con la sensazione di essere straniere in patria, l’una in quanto esodata in un’Italia che aveva voluto dimenticare una pagina di storia, l’altra in quanto appartenente ad una comunità che era diventata minoranza e viveva in un contesto politico, sociale e culturale completamente stravolto.
Nel 2006 con Nata in Istria (vincitore del Premio Recanati), invece, la Mori volle festeggiare i 70 anni compiendo un viaggio autobiografico nei suoi ricordi d’infanzia e andando anche a raccontare la storia, la cultura, la gastronomia e le tradizioni della sua terra natia. Pagine che rappresentano un tassello fondamentale per comprendere la frontiera adriatica, di cui l’anno scorso l’Associazione Italiani di Pola e dell’Istria – Libero Comune di Pola in Esilio ha curato una nuova edizione.
Lorenzo Salimbeni
