16.07.2026 – Oggi, 16 luglio, nel celebrare il 35° anniversario dell’Unione Italiana, rendiamo omaggio a una storia di impegno, lungimiranza e responsabilità che ha dato voce e forza alla Comunità Nazionale Italiana. Ricordiamo il cammino di una Comunità che ha saputo custodire la propria identità, affermare i propri diritti e conquistare, con determinazione e senso delle istituzioni, un ruolo riconosciuto e autorevole nelle società in cui vive.
In questa significativa ricorrenza, il nostro pensiero si rivolge ad Antonio Borme, uno dei pilastri della Comunità Nazionale Italiana, che si adoperò con dedizione per la costituzione dell’Unione Italiana, nata nel 1991, della quale fu il primo Presidente.
La presenza italiana in Istria, a Fiume, in Dalmazia e in Slavonia non è una testimonianza del passato né un elemento folcloristico, ma è una realtà autoctona, viva e organizzata, parte integrante dell’identità europea di questi territori. La lingua italiana, le nostre scuole, le Comunità degli Italiani, le istituzioni e i mezzi di informazione rappresentano un patrimonio che deve essere tutelato e sostenuto con politiche concrete e lungimiranti.
In 35 anni, l’Unione Italiana ha dimostrato che una minoranza consapevole dei propri diritti e capace di organizzarsi può essere protagonista. Abbiamo attraversato cambiamenti storici e politici profondi, difendendo con fermezza l’unità della nostra Comunità e la sua autonomia. Oggi il nostro compito è continuare a rappresentare con autorevolezza le istanze della Comunità Nazionale Italiana e vigilare affinché i diritti acquisiti siano pienamente rispettati e concretamente applicati. La tutela delle minoranze non può limitarsi alle dichiarazioni di principio: i diritti linguistici, l’istruzione in lingua italiana, la visibilità pubblica della nostra lingua, il sostegno alle nostre istituzioni e la partecipazione ai processi decisionali richiedono impegni precisi e risorse adeguate, garantiti anche da una responsabilità politica costante.
Siamo riconoscenti all’Italia per il sostegno alla nostra Comunità e riconosciamo il ruolo della Croazia e della Slovenia nella tutela della minoranza italiana autoctona. La collaborazione tra gli Stati e le istituzioni è fondamentale per garantire la conservazione, e il futuro della presenza italiana nell’Adriatico orientale. Il nostro passato, oltre ad averci insegnato ad essere costruttori di pace e convivenza, ci ha anche dimostrato che identità e diritti non possono mai essere dati per scontati. Vanno difesi, esercitati e trasmessi alle nuove generazioni.
A 35 anni dalla sua costituzione, l’Unione Italiana guarda al futuro con una responsabilità chiara: rafforzare la nostra Comunità, investire nei giovani, difendere la lingua italiana e garantire una presenza sempre più autorevole della Comunità Nazionale Italiana nella vita politica, sociale, culturale ed economica dei nostri territori. Andiamo avanti con un forte senso di partecipazione, con orgoglio e fierezza della nostra identità. Questo è stato il nostro impegno negli ultimi trentacinque anni e continuerà ad esserlo anche negli anni a venire.
Buon anniversario, Unione Italiana!, e grazie a tutti i connazionali.
Il Presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana
Paolo Demarin

Care connazionali, cari connazionali,
oggi, 16 luglio, si celebra il 35° anniversario dell’Unione Italiana. Un traguardo importante, che desidero condividere con voi per guardare insieme al cammino percorso e a quello che ci attende.
In questi trentacinque anni l’Unione Italiana si è affermata come la massima organizzazione della Comunità Nazionale Italiana, riconosciuta a livello internazionale. È stata ed è lo strumento che ha tutelato i diritti della nostra Comunità, che ha sostenuto il lavoro delle Comunità degli Italiani sul territorio, che ha accompagnato la crescita delle nostre scuole e che si è fatta garante della conservazione della nostra lingua e della nostra cultura.
Desidero dunque ringraziare chi, in questi anni, ha reso possibile il raggiungimento di questi importanti traguardi. È grazie alle Comunità degli Italiani, alla loro presenza viva sul territorio, che l’Unione Italiana esiste ed opera ogni giorno. È grazie alle nostre scuole, che restano la vera garanzia del nostro futuro e del ricambio generazionale, che la nostra Comunità continua a rinnovarsi e a guardare avanti con fiducia.
Un sentito ringraziamento va anche alle istituzioni della Comunità Nazionale Italiana, con le quali la collaborazione ha permesso di diffondere e radicare una autentica cultura di appartenenza in seno alla CNI. Penso in particolare al lavoro quotidiano del giornale “La Voce del Popolo” e della casa editrice “EDIT” e tutte le sue testate, nonché al prezioso contributo del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, che con il suo lavoro di ricerca scientifica nel corso degli anni ha permesso e continua a permettere di ricostruire la verità storica su periodi difficili del nostro passato. Penso anche al Dramma Italiano, unica compagnia teatrale italiana operante fuori dai confini nazionali, e a Radio Fiume, Radio Pola, TV Capodistria, Radio Capodistria, TV Nova e agli altri media e istituzioni che danno voce, ogni giorno, alla nostra Comunità, e ne promuovono la crescita e valorizzazione.
Grazie alla collaborazione tra l’Unione Italiana e le nostre Comunità degli Italiani è stato inoltre possibile valorizzare le nostre parlate, l’istroveneto e l’istrioto, sostenendo importanti festival che hanno contribuito a portare questo patrimonio linguistico al meritato riconoscimento che oggi ricopre. Colgo l’occasione per congratularmi ancora una volta con tutti coloro che si sono impegnati per rendere possibile il riconoscimento delle parlate Istroveneto, Istrioto e Fiumano quali beni immateriali della Comunità Nazionale Italiana.
Desidero inoltre ringraziare i nostri finanziatori: il Governo Italiano, per il tramite del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; il Governo Croato, per il tramite dell’Ufficio per i Diritti Umani e per i Diritti delle Minoranze Nazionali e del Consiglio per le Minoranze Nazionali; e il Governo Sloveno, per il tramite dell’Ufficio per le Nazionalità. È grazie al loro sostegno che siamo stati in grado di realizzare e portare avanti tutte le iniziative a favore della Comunità Nazionale Italiana.
Un ringraziamento va infine a tutte le istituzioni con cui abbiamo collaborato nel corso degli anni, in particolare all’Università Popolare di Trieste.
In questo giorno così significativo per la nostra storia, desidero rivolgere a tutti i connazionali i miei più sentiti auguri per la Giornata dell’Unione Italiana, ringraziando chi in passato ha contribuito a costruire quello che oggi siamo. Un pensiero speciale va ai connazionali che, con il proprio volontariato, hanno reso l’Unione Italiana quella che è oggi: penso al valore inestimabile del loro lavoro e del loro contributo, determinante per ogni traguardo raggiunto nel corso di questi ultimi 35 anni.
Un grazie va anche a tutte le persone che, nell’ambito dei servizi amministrativi e della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana, in questi anni hanno reso possibile la realizzazione concreta di tutte le nostre iniziative.
A tutti voi, connazionali in Croazia e in Slovenia, il mio augurio più sincero: che questi 35 anni siano solo l’inizio di un cammino ancora lungo, fatto di identità, di lingua, di cultura, di comunità, di collaborazione.
Grazie a tutti.
Il Presidente dell’Unione Italiana
On. Marin Corva
