Grado ricorda Nazario Sauro con una nuova targa

12.08.2026 – Il Comune di Grado (GO) in collaborazione con la delegazione cittadina dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia ha inaugurato una targa dedicata alla memoria dell’irredentista istriano Nazario Sauro in occasione del 110° anniversario della morte della Medaglia d’oro al valor militare.

Ampio spazio sul quotidiano Il Piccolo e l’articolo pubblicato dalla testata online Il Goriziano riferisce della cerimonia alla quale sono intervenuti l’Assessore comunale alla Cultura Lidianna Degrassi, la delegata dell’ANVGD Grado Alda Devescovi, la Senatrice Francesca Tubetti, l’attore ed esule istriano Tullio Svettini ed il parroco Paolo Nutarelli e la Presidente dell’ANVGD Gorizia, Prof.ssa Maria Grazia Ziberna, di cui riportiamo integralmente il discorso.

https://www.ilgoriziano.it/articolo/nazario-sauro-torna-grado-targa-per-custodirne-memoria-10-agosto-2026

Signor Sindaco, gentile Assessore, autorità civili, militari e religiose, rappresentanti delle associazioni, cittadini di Grado,

a nome del Comitato provinciale di Gorizia dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, di cui sono attualmente presidente, desidero innanzitutto rivolgere un sentito ringraziamento all’Amministrazione comunale di Grado per aver promosso, insieme alla nostra Associazione, la posa di questa targa dedicata a Nazario Sauro.

Ringrazio in particolare il Sindaco Giuseppe Corbatto, l’Assessore alla Cultura Lidianna Degrassi e quanti hanno contribuito alla realizzazione di questa iniziativa.

Un ringraziamento speciale va anche alla Delegazione ANVGD di Grado e alla sua delegata, Alda Devescovi, per l’impegno costante nel custodire e trasmettere la memoria della storia del confine orientale.

Nel centodecimo anniversario della sua morte, ricordare Nazario Sauro significa rendere omaggio a una delle figure più rappresentative dell’irredentismo istriano e, nello stesso tempo, ripercorrere una vicenda profondamente legata al mare Adriatico e alle comunità italiane dell’Istria.

Maria Grazia Ziberna

Come sappiamo Nazario Sauro nacque a Capodistria il 20 settembre 1880. Uomo di mare fin dalla giovinezza, divenne capitano marittimo e, navigando lungo le coste dell’Istria e della Dalmazia, acquisì una conoscenza straordinaria dei porti, delle isole, dei canali, delle correnti e dei fondali dell’Adriatico orientale. Animato da ideali mazziniani e da un profondo sentimento di appartenenza italiana, nel 1914 lasciò l’Impero austro-ungarico e si trasferì a Venezia. Quando l’Italia entrò nella Prima guerra mondiale, si arruolò volontario nella Regia Marina con il grado di tenente di vascello di complemento. In soli quattordici mesi di servizio portò a compimento sessanta missioni di guerra, operando come pilota su torpediniere, unità siluranti e sommergibili. La sua conoscenza delle coste istriane fu preziosa in numerose azioni navali, tra le quali le incursioni verso Parenzo e Fiume. Non cercava il pericolo per ambizione personale: metteva la propria esperienza di marinaio al servizio dell’ideale nel quale credeva, affrontando ogni missione con coraggio e piena consapevolezza dei rischi.

Il 30 luglio 1916 si imbarcò sul sommergibile Giacinto Pullino, diretto verso Fiume. A causa della nebbia e delle forti correnti, il  sommergibile si incagliò presso lo scoglio della Galiola. Dopo l’abbandono dell’unità, Sauro venne catturato dalle forze austro-ungariche. Riconosciuto come cittadino dell’Impero che aveva combattuto sotto la bandiera italiana, fu processato a Pola, condannato per alto tradimento e impiccato il 10 agosto 1916. Affrontò la morte con straordinaria fermezza, invocando fino all’ultimo il nome dell’Italia. Per il suo comportamento gli fu conferita, alla memoria, la Medaglia d’oro al Valor Militare.

Francesca Tubetti

Anche la vicenda delle sue spoglie possiede un significato profondamente simbolico. Dopo essere state recuperate e solennemente sepolte a Pola nel 1919, nel marzo del 1947 esse dovettero lasciare l’Istria. Il feretro di Nazario Sauro fu trasportato dai partigiani italiani a Venezia, a bordo della motonave Toscana, la stessa nave che in quei mesi conduceva in Italia migliaia di profughi polesani. Il 9 marzo 1947 le sue spoglie furono definitivamente tumulate nel Tempio Votivo del Lido di Venezia, dove riposano ancora oggi. In quel viaggio la sorte di Nazario Sauro si unì, idealmente, a quella degli esuli istriani. Anche lui lasciava Pola e attraversava l’Adriatico insieme a uomini, donne
e bambini costretti ad abbandonare le proprie case, le proprie città, i cimiteri dei propri cari e una terra abitata dalle loro famiglie da generazioni.

Per questo la sua figura ha avuto e continua ad avere un valore particolare per la comunità degli esuli istriani, fiumani e dalmati. Nazario Sauro rappresenta la fedeltà alle proprie radici, la difesa della propria identità e il legame indissolubile con una patria e con una cultura che nessuna frontiera e nessun esodo hanno potuto cancellare.

Per quanto riguarda la mia famiglia, chi ci conosce sa che i miei nonni materni, di Albona, erano molto legati alla figura di Nazario Sauro. Mio nonno, capitano marittimo, chiamò infatti i suoi figli Nazario ed Anita, che come sapete era una delle figlie di Sauro.

Alda Devescovi

Grado accolse numerose famiglie provenienti dall’Istria e dalla Dalmazia, offrendo loro la possibilità di ricostruire una vita senza rinunciare alla memoria delle terre d’origine. La Delegazione di Grado dell’ANVGD raccoglie ancora oggi un nutrito numero di esuli, di loro familiari e di cittadini sensibili a questa storia. Attraverso commemorazioni, incontri culturali e testimonianze, la nostra Associazione
continua a trasmettere alle nuove generazioni la storia dell’Adriatico orientale e il patrimonio umano e culturale portato dagli esuli nella comunità gradese.

Questa targa non sarà dunque soltanto un segno commemorativo. Sarà un invito a conoscere, a ricordare e a comprendere. Ricordare Nazario Sauro non significa celebrare la guerra, ma rendere omaggio al coraggio delle scelte, alla coerenza degli ideali e alla libertà dei popoli.

Tullio Svettini

Concludo rinnovando la riconoscenza dell’ANVGD all’Amministrazione comunale e alla Città di Grado. Da oggi, attraverso questa targa, Nazario Sauro, figlio dell’Istria ed eroe d’Italia, entrerà ancora più profondamente nella memoria pubblica di una città che ha saputo accogliere tanti figli dell’Adriatico orientale e farli diventare parte viva della propria comunità.

Grazie a tutti.

Maria Grazia Ziberna
Presidente ANVGD Gorizia

il Piccolo – 09.08.2026
Il Piccolo – 11.08.2026
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