Governo-Esuli: le 9 richieste della Federazione

In occasione dell'incontro Governo-Esuli a Palazzo Chigi lo scorso 20 febbraio, la Federazione delle Associazioni degli Esuli ha riproposto i 9 punti già presentati lo scorso anno alle forze politiche in occasione delle elezioni politiche 2006.

Le richieste sono sottoscritte da tutte le associazioni federate e rappresentano ancora oggi i punti nodali su cui verrà portato avanti il lavoro nei prossimi mesi. Ecco quindi che ve le riportiamo per intero dal testo ufficiale.

"1) RESTITUZIONE  DEI  BENI
Poiché vi è una parte degli esuli che aspira tuttora alla restituzione dei beni espropriati e/o nazionalizzati, o a forme sostitutive di compensazione da parte degli stati Sloveno e Croato, nonostante le difficoltà di carattere diplomatico della trattative in corso, si ritiene di individuare una piattaforma tecnico-giuridica con cui il Governo Italiano possa efficacemente affrontare e risolvere, sotto il profilo giuridico, la questione della restituzione ai profughi e della non discriminazione delle legislazioni interne nei confronti dei cittadini italiani. Il  12 ottobre 2005 la Federazione chiedeva l’invalidità sul piano giuridico del Trattato di Roma del 1983 tra Italia e Jugoslavia, che prevede la liquidazione concordata per i beni italiani della ex zona B del Territorio Libero di Trieste, sollecitando il Governo Italiano a denunciare l’accordo stesso per inadempienza, avviando una nuova trattativa con le controparti al fine di esaminare tutte le possibilità di restituzione dei beni ancora liberi e la congrua rivalutazione al valore reale di mercato per quelli non liberi.

2) INDENNIZZO EQUO E  DEFINITIVO
Preso atto con vivo disappunto che in questa legislatura nulla è stato fatto o deciso su questo argomento fondamentale per la grande maggioranza degli esuli, si chiede che ad essi venga riconosciuto un “indennizzo equo e definitivo”, tenendo conto delle quote di indennizzi già pagate ed aggiornando l’ammontare dovuto e gli importi erogati in base ad indici obiettivi concordati, sino alla data del nuovo provvedimento. A tal fine si chiede un ‘tavolo tecnico” composto da esperti, in grado di definire lo stesso in tempi brevi, sulla base dei contenuti dei progetti di legge già presentati nel corso della 14° Legislatura.

3) CASE  POPOLARI
La normativa approvata al riguardo, anche nel corso delle recenti legislature, ha contribuito a creare confusione in materia e necessita di un intervento, a livello legislativo, che conferisca uniformità e chiarezza sia alle agenzie periferiche del Demanio, sia a Federcasa per quanto concerne la corretta interpretazione delle norme; così come risultante dalla sentenza del Consiglio di Stato, Sez. IV, n. 1176/05, e dalle recenti decisioni del TAR Piemonte, secondo le quali il diritto dei profughi all’acquisto delle case alle condizioni di miglior favore, di cui all’art. i comma 24 legge 560/93, spetta a tutti i profughi assegnatari di alloggi di cui all’art. 17 e 18 della legge 137/52, a prescindere dall’ente proprietario, dalla data di costruzione e dalla natura del finanziamento.
Si chiede infine che venga risolto il problema del soggetto giuridico legittimato ad acquisire gli immobili diversi da quelli residenziali, appartenuti  all’ex Opera Nazionale Profughi, nonché ad altri enti e che avevano destinazioni commerciali, industriali, artigianali, etc..

4) ANAGRAFE
Vista la parcellizzazione delle competenze in materia di anagrafe, documenti di identità, patenti, tessere sanitarie, posizioni pensionistiche, etc. con gravi conseguenze sulla correttezza del codice fiscale, dati i numerosi ed incresciosi casi di alterazione dei luoghi di nascita degli esuli, in contrasto con la legge n. 54/1989 – che garantisce che i Comuni, già appartenuti allo Stato Italiano, vengano indicati con toponomastica italiana e senza indicazione del paese di attuale appartenenza (Slovenia, Croazia, Serbia-Montenegro etc.) – occorre un intervento che coordini tutte le amministrazioni statali e regionali, nonché il Ministero che segue il sistema informatico dello Stato.

5) TOMBE MONUMENTALI  E  CIVILI
Si chiede la salvaguardia delle tombe monumentali e civili con scritte in lingua italiana in Istria, Fiume e Dalmazia. Si chiede inoltre la tutela del diritto degli esuli alla proprietà delle loro tombe; alcune di tali tombe vengono curate da singoli madrinati, ma spesso sono state oggetto di vendita arbitraria, non esistendo a livello di Stati un preciso accordo per la loro conservazione.

6) CITTADINANZA
Il disegno di legge in materia di concessione della cittadinanza ai residenti nelle repubbliche di Slovenia e Croazia ha concluso l’iter legislativo proprio l’ultimo giorno di lavoro delle Camere.
Tuttavia sono ancora esclusi dalla normativa i casi di persone di nazionalità italiana residenti nei comuni della Dalmazia, che non appartenevano all’Italia al momento del Trattato di Pace del 1947 (SpaIato, Veglia, Ragusa, Cattaro, etc.). Inoltre occorre riconoscere cittadinanza e origine anagrafica agli esuli sparsi nel mondo e ai loro discendenti che ne facciano richiesta. Occorre quindi valutare questa situazione di cui le autorità Consolari sono a conoscenza.

7) FIGLI DEI PROFUGHI E PROVVIDENZE DI CARATTERE SOCIALE E ASSISTENZIALE A FAVORE DEGLI ESULI
Si richiede che venga ripresa la proposta di legge che tende ad attribuire la qualifica di profugo con le relative provvidenze ai figli.
Devono inoltre essere predisposte e varate dal Parlamento e dalle Regioni provvidenze a favore degli esuli in difficoltà per motivi di salute, di età o al di sotto della soglia di povertà.
Si chiede poi la regolarizzazione delle situazioni previdenziali tuttora irrisolte per:
• contribuzione per periodi di detenzione nei campi di concentramento ex-jugoslavi (proposta Menia);
• contribuzione di periodi di lavoro nelle zone cedute (prevalentemente prima dell’esodo dalla zona B);
• tutela e provvidenze a favore di esuli esposti all’amianto nei campi profughi, come quelle previste per i lavoratori.

8) PROSECUZIONE E MIGLIORAMENTO DELLA NORMATIVA DI CUI ALLA LEGGE  193/2004
La legge 193 del 2004, di prossima scadenza, che ha sostituito la legge 72/2001, per la tutela del patrimonio storico, artistico e delle tradizioni culturali italiane delle associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati in Italia, va rinnovata con interventi più significativi, con riferimento a quanto previsto per le Comunità degli Italiani nell’ex Jugoslavia.

9) TAVOLO DI CONCERTAZIONE
Considerata la complessità dei punti sopra esposti e per dare continuità e professionalità amministrativa alla gestione da parte dello Stato, si richiede la costituzione di un “Tavolo di Concertazione” a livello di Presidenza del Consiglio, a cui partecipino i rappresentanti delle amministrazioni interessate e della Conferenza Stato-Regioni, nonché rappresentanti ed esperti delle Associazioni degli Esuli, con riunioni a cadenze periodiche.

Federazione delle Associazioni degli Esuli – Renzo Codarin
Unione degli Istriani – Massimiliano Lacota  
A.N.V.G.D. – Renzo Codarin   
Libero Comune di Fiume in esilio – Guido Brazzoduro  
Libero Comune di Pola in esilio – Silvio Mazzaroli    
Libero Comune di Zara in esilio – Renzo de’Vidovich 

21 marzo 2006"