06.05.2026 – Dal primo maggio 1945, mentre il resto d’Italia era stato liberato dagli anglo-americani e si avviava alla democrazia e alla libertà, la Venezia Giulia e Fiume vissero una nuova occupazione: al totalitarismo nazifascista si sostituì il totalitarismo comunista rappresentato dalla Jugoslavia di Tito. Oltre ad essere liberticida, il regime titoista intendeva anche annettere alla rinascente Jugoslavia le province del confine orientale italiano, ove c’era indubbiamente una forte presenza di sloveni e di croati, ma includendo anche le città e la fascia costiera in cui invece era la popolazione italiana a rappresentare la maggioranza. Chi si oppose a questo progetto fu vittima di un’epurazione politica che nell’autunno precedente aveva colpito pure Zara in Dalmazia: stragi nelle foibe come già era avvenuto in Istria dopo l’8 settembre 1943, deportazioni in terribili campi di concentramento, processi improvvisati ai “nemici del popolo” ed esecuzioni sommarie. Migliaia le vittime, che sono state ricordate in diverse cerimonie che hanno avuto luogo nei giorni scorsi.

In primis a Gorizia, ove un lapidario ricorda i deportati dal capoluogo isontino di cui non si seppe più nulla: tra loro anche i vertici del CLN cittadino, antifascisti contrari all’annessione alla Jugoslavia. Recenti ricerche hanno consentito di aggiungere nuovi nomi all’elenco degli scomparsi. Così il Sindaco del capoluogo isontino Rodolfo Ziberna, figlio di esuli istriani e dirigente nazionale dell’ANVGD:
In prossimità del Lapidario presso il Parco della Rimembranza di Gorizia si è svolta lunedì 4 maggio la cerimonia in ricordo dei goriziani vittime delle deportazioni avvenute a guerra finita per mano dei partigiani comunisti titini, che ebbero come epilogo la loro uccisione, prevalentemente a mezzo infoibamenti. L’evento, come ogni anno, è stato promosso dal Comitato dei congiunti dei deportati presieduto da Laura Stanta Murgia.
Molte, come sempre, le autorità presenti nella circostanza, insieme al prefetto, ad un folto pubblico ed alla Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e la Lega Nazionale di Gorizia.
Ho deposto un omaggio floreale a ricordo di chi ha pagato con la propria vita il solo fatto di essere un italiano e di rappresentare un ostacolo alle velleità annessionistiche su Gorizia del Maresciallo Tito.
Un grazie a monsignor Ignazio Sudoso per le belle parole usate.
Doppia cerimonia invece a Trieste martedì 5 maggio, dopo che il 30aprile si era svolta una cerimonia per celebrare l’insurrezione cittadina contro i tedeschi compiuta dal CLN triestino guidato da Don Marzari (il servizio di Radio Capodistria: https://radiocapodistria.rtvslo.si/articolo/notizie/friuli-venezia-giulia/ricordata-a-trieste-l-insurrezione-del-30-aprile-1945/780891)
Dapprima sono stati ricordati nella centralissima via Imbriani in collaborazione con la Lega Nazionale di Trieste i caduti che in quella data nel 1945 furono uccisi dalle forze di occupazione jugoslave che aprirono il fuoco su una manifestazione patriottica che voleva ribadire l’italianità del capoluogo giuliano in cui erano giunte anche le truppe alleate.
Comunicato del Comune di Trieste:

In seguito, presso il Monumento nazionale della Foiba di Basovizza, sono stati commemorati i 97 finanzieri che i “titini” (cioè i partigiani comunisti jugoslavi di Tito) scaraventarono nel pozzo della miniera. Quelle Guardie di Finanza il precedente 30 aprile avevano fiancheggiato i Volontari della Libertà nei combattimenti che consentirono al Comitato di Liberazione Nazionale di Trieste di avere la meglio sul presidio tedesco e di liberare la città prima che l’arrivo del IX Corpus dell’Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia alle prime luci dell’alba dell’indomani segnasse l’inizio di una nuova oppressione. I finanzieri che combatterono assieme ai partigiani a Milano durante l’insurrezione generale del CLNAI il 25 aprile 1945 ricevettero medaglie ed encomi, i loro colleghi che fecero altrettanto a Trieste vennero trucidati da sedicenti “liberatori”.
Comunicato del Comune di Trieste:
Per la prima volta, infine, le vittime di queste stragi, avvenute a guerra finita colpendo anche i civili, sono state commemorate in maniera istituzionale pure a Fiume, come riferisce la Comunità degli Italiani cittadina:
Come Comunità degli Italiani di Fiume questo maggio abbiamo deciso di partecipare a due commemorazioni importanti legate al passato della nostra città, convinti che la memoria storica vada costruita, con onestà e serenità, guardando soprattutto al futuro.
Il 3 maggio abbiamo celebrato la Liberazione di Fiume dal nazifascismo, premessa necessaria per la costruzione di una società giusta e libera. Alla resistenza antifascista hanno partecipato innumerevoli Fiumani, molti dei cui nomi si trovano ancora sulle vie della nostra città e sulle lapidi, spesso bilingui croate-italiane, che li ricordano.
Il 4 maggio abbiamo ricordato le vittime innocenti della nostra zona, per le quali la giustizia e la libertà non sono mai arrivate. Scomparsi o assassinati nei fatti successivi alla Liberazione dal nazifascismo, alcuni di loro avevano anche partecipato attivamente alla lotta antifascista.
In un periodo storico di crescenti estremismi e sempre più numerosi episodi di violenza, riteniamo che il dialogo aperto e onesto, che non parte da una posizione ideologica o nazionale esclusiva e conflittuale ma mette al centro le vittime innocenti, sia la strada giusta da seguire per poter imparare dalle ingiustizie della Storia invece di continuare a perpetuarle.
Il servizio del quotidiano fiumano La Voce del Popolo:
Fiume ricorda le vittime dell’OZNA, aggiungendo un capitolo della storia






