Gorizia: 12 cori ricordano il 4 novembre (Il Piccolo 01 nov)

Dodici cori, provenienti dalle tre Venezie, per ricordare la Grande Guerra e i 90 anni dalla sua fine si esibiranno oggi, alle 15, in 3 diverse sedi: a Drenchia (Monte Kolovrat), a Gorizia (parco comunale) e a Fogliano-Redipuglia (Dolina dei 500). In caso di cattive condizioni meteo l’appuntamento si terrà in luoghi al coperto che verranno segnalati al momento.

Per le 20.30, invece, al teatro Verdi è previsto il concerto di tutti i cori partecipanti alla manifestazione, il Gruppo costumi tradizionali Bisiachi di Turriaco (dirige Federica Volpi), il Coro Tre Valli-Tri Doline di Cravero (Maria Francesca Gussetti), il Coro Lipa di Basovizza (Anastasia Puric), il Coro Bianche Zime di Rovereto (Giancarlo Comar), il Coro Monte Sabotino di Gorizia (Pieraimondo Cappella), il Coro Don L. Milocco di Torreano di Cividale (Marcello Turcutti), il Coro Concordia (Renato Vendrame), il Coro Code di bosco di Orsago (Gilberto Buriola), il Coro Alpino Montenero di Cividale (Mauro Verona), il Coro La voce della valle di San Pietro al Natisone (Matteo Strazzolini), il Corocastel di Conegliano (Giorgio Susana), e, infine, il coro che ha organizzato la manifestazione: il Sant’Ignazio di Gorizia diretto da Liviano Brumat che sarà poi e impegnato venerdì 21 novembre, in una rassegna, proprio nella chiesa di Sant’Ignazio, per rendere omaggio a Santa Cecilia, patrona della musica: a partecipare sono invitati tutti i cori goriziani oltre ad un ensemble ospite del Veneto.

A oltre un anno dalla scomparsa di don Stanko Jericijo, il Coro Sant’Ignazio, fondato nel 1956, si identifica ancora nella figura del carismatico sacerdote e musicista, che lo guidò per oltre 40 anni. Oggi, la direzione è di Liviano Brumat con Alma Kufahl alla presidenza. «Con la malattia di don Stanko, appena compiuti i 50 anni di attività – dice Alma Kufahl – non sapevamo se continuare. Si è deciso di farlo nell’obbligo morale di non gettare alle ortiche un patrimonio storico-artistico accumulato nel tempo. Così, ci siamo rimboccati le maniche e i risultati sembrano darci ragione tanto da avere un’attività piuttosto intensa costituita da concerti anche fuori i confini della città».

Alex Pessotto