13.11.2025 – Nel momento in cui i partigiani comunisti jugoslavi presero il controllo dell’Istria per attuare l’annessione alla nascente dittatura comunista di Tito, attuarono nelle foibe e con altri strumenti di repressione l’epurazione politica di chi si opponeva a tale progetto o rappresentava la presenza dello Stato italiano. Gli insegnanti furono perciò tra le vittime più frequenti di queste operazioni, che nella primavera 1945 furono orchestrate dall’OZNA, la polizia politica jugoslava che aveva una rete di confidenti e di spie grazie a cui aveva potuto redigere le liste di proscrizione. Morì così Giuseppe Tosi, ispettore scolastico di Pola, ucciso dalla polizia segreta ad Abbazia: a lui fu dedicata nel dopoguerra la scuola elementare del Quartiere Giuliano-dalmata di Roma. Oggi la primaria Tosi fa parte dell’Istituto Comprensivo Montanelli ed ha conservato un rapporto privilegiato con le istituzioni e le associazioni degli esuli giuliano-dalmati nella Capitale.

Nei giorni scorsi diverse classi del comprensorio hanno visitato il Museo diffuso che si articola tra le vie del Quartiere Giuliano-dalmata, dall’Archivio Museo Storico di Fiume alle opere d’arte che impreziosiscono la chiesa parrocchiale di San Marco Evangelista in Agro Laurentino, ove è stata recentemente inaugurata la pala della “Madonna dell’Esilio” del pittore zaratino Andrea Fossombrone.

Testimonianze di esuli e spiegazioni di dirigenti della Società di Studi Fiumani e del Comitato provinciale di Roma dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia hanno accompagnato insegnanti ed alunni alla scoperta di quest’angolo di Adriatico orientale trapiantato alla periferia meridionale di Roma. [LS]

