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Gli esuli giuliano-dalmati rispettano il Giorno della Memoria

Con riferimento alla lettera “Memoria e Ricordo, date troppo vicine” apparsa nella rubrica del Corriere della Sera “Risponde Aldo Cazzullo” domenica 20 febbraio, l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia intende specificare che la comunità degli esuli adriatici ha sempre guardato con rispetto e compartecipazione la tragedia della Shoah, che ha colpito pesantemente anche le comunità ebraiche dell’Adriatico orientale, da Gorizia a Spalato passando per Trieste, Fiume e Pola. 

Va anche evidenziato che ben prima dell’istituzione dei Giorni della Memoria e del Ricordo l’associazionismo giuliano-dalmata ha considerato la data del 10 febbraio (che ha segnato col Trattato di Parigi del 1947 la sorte definitiva delle proprie genti) particolarmente significativa della propria tragedia, tanto da organizzare spontaneamente nell’occasione cerimonie, messe e conferenze.

Il comitato di Roma dell’Anvgd e le diverse istituzioni della Comunità ebraica romana hanno altresì instaurato col passare del tempo una solidale amicizia  basata sul reciproco riconoscimento dei lutti e delle persecuzioni subiti, che si concretizza nella collaborazione e realizzazione congiunta di eventi culturali, senza mai sovrapporsi e facendo in modo che le rispettive giornate abbiano totale attenzione nella loro specificità.

Collaborare e rispettarsi è possibile, chi vuol fare polemica e strumentalizzare non fa certo parte del nostro mondo storico, culturale e morale. 

Donatella Schürzel
Vicepresidente nazionale e Presidente del comitato di Roma dell’Anvgd

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