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”Giusto esentare dalla vignetta i confinanti” (Il Piccolo 13 ago)

LETTERE

Affinché due popoli confinari, magari diversi per lingua e per costumi, possano pacificamente convivere è necessario che ciascuno di essi rispetti l’altro in una reciprocità di diritti e di doveri. Da tempo si cerca così di fare fra gli italiani e gli sloveni a cavallo di questo nostro confine, con ottimi risultati che però ora sembrano doversi incrinare. Il tutto è dovuto alla ormai famigerata «vignetta» autostradale, obbligatoria per i nostri concittadini anche se oltrepassano solo per pochi metri gli ex valichi confinari p.e. a Rabuiese o a Fernetti (per Trieste) e a Sant’Andrea (a Gorizia), direttamente collegati alla rete autostradale slovena. Invece i nostri vicini confinari possono tranquillamente percorrere tangenziali, circonvallazioni e superstrade senza nulla pagare finché non imboccano l’autostrada A4 al casello del Lisert (25 km da Trieste) o di Villesse (20 km da Gorizia). È giusto questo? Non mi pare proprio, sempre in base al concetto della reciprocità. Ben venga, quindi, la valida richiesta della Provincia di Trieste di esentare da tale balzello gli italiani confinari, nello spirito degli accordi internazionali del Memorandum di Londra e del Trattato di Osimo, un po’ come si fece con il noto «lasciapassare / propustnica», peraltro ora messo in disarmo senza alcun comunicato ufficiale, quindi legalmente ancor valido anche se non più riconosciuto da alcune autorità governative. È ovvio che se Lubiana non rispondesse positivamente alla giusta proposta della nostra Provincia dovremmo considerare i nostri vicini sloveni come i «furbetti del quartierino», pronti a sfruttare ogni vantaggio a proprio favore negando agli altri quanto invece a loro fa molto comodo.

Fabio Ferluga

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