Giovanardi: il futuro è nella cultura (Voce del Popolo 17 dic)

TRIESTE – Il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi ha partecipato l’altra sera a Trieste all’incontro indetto dai componenti di Forza Italia e del Popolo delle Libertà. All’iniziativa, tenutasi alla Sala Tommaseo dell’albergo Jolly, ad aprire la serie di interventi il consigliere regionale Bruno Marini che ha riportato alcune notizie in merito ai primi risultati che hanno decretato la vittoria del Popolo delle Liberta alle elezioni della Regione Abruzzo.

A seguire il Senatore Giulio Camber, definito da Marini il leader indiscusso del partito, ha sottolineato la serietà della strategia posta in atto del governo nell’affrontare la crisi economica scoppiata improvvisamente in tutto il mondo, evidenziando che le riforme attuate in questi pochi mesi hanno consentito di eliminare diversi sprechi e di drenare nuove risorse da destinare ai settori economici più deboli ed a quanti hanno difficoltà ad arrivare a fine mese. Nuova linfa dovrebbe invece provenire, secondo Camber, dai piani che il Governo dovrebbe attuare nel prossimo futuro. Il consigliere di maggioranza ha anche richiamato al senso di responsabilità ed al realismo gli esuli istriani, fiumani e dalmati, rimarcando che il trascorrere del tempo gioca contro di loro e che siano trascorsi già sessant’anni dall’espropriazione dei loro beni. Tale situazione “la dice lunga sulle difficoltà che si hanno nel risolvere questo annoso problema”.

Ha preso quindi la parola il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi che ha denunciato un clima di aggressione verso il Presidente del Consiglio, secondo uno schema “che era proprio del Partito Comunista del periodo stalinista”. Ha sottolineato che Berlusconi non è attaccato di più di quanto lo fossero al suo tempo de Gasperi, Fanfani e lo stesso Moro, eliminato fisicamente dalle Brigate rosse. Ha anche ironizzato sul fatto che gli esponenti del Partito comunista, “non ne hanno azzeccata una: in oltre mezzo secolo di vita politica italiana, continuano a dare suggerimenti e indirizzi che si dimostrano sbagliati già a due mesi dalla loro formulazione”. L’onorevole ha anche dichiarato risibile l’accusa della Sinistra secondo la quale l’abolizione dell’Ici avrebbe favorito i ricchi, perché in Italia l’80 p.c. dei cittadini vive in una casa di proprietà; “è curioso – ha dichiarato – definire ricca l’80 p.c. della popolazione italiana”.

Parlando di crisi demografica, lavoro e d’immigrazione di mano d’opera, Giovanardi ha sottolineato che “la crisi demografica inevitabilmente porta alla crisi della civiltà, specie se coloro che arrivano in Italia non vengono integrati nel sistema culturale”.

Il Sottosegretario ha anche fatto presente che le accuse e le mobilizzazioni di piazza rivolte contro i tentativi di riformare l’istruzione hanno danneggiato la Sinistra, che non riuscirebbe più a trovare una linea politica positiva e concreta.

Passando ad esaminare la posizione degli esuli, Giovanardi ha detto che ci sono tre aspetti, diversi tra di loro ma interdipendenti: aspetto morale, aspetto politico e aspetto economico. Ha riportato che l’istituzione della Giornata del Ricordo ed il finanziamento delle iniziative per mantenere la cultura degli esuli in Italia e quella italiana in Istria, Fiume e Dalmazia hanno dato i loro frutti, ma il Governo non è riuscito ad influire sui testi scolastici, sulla stampa e sui mass media, compresa la Rai TV. In proposito ha citato il caso della sua protesta, perché la Rai continua a chiamare le città istriane, fiumane e dalmate con il nome slavo, mentre chiama Zagreb – Zagabria, London – Londra, Paris – Parigi e Bejging – Pechino.

Giovanardi ha precisato che i poteri del governo in questi settori sono solo di denuncia e di protesta, perché non è possibile imporre una sensibilità politica che manca in troppi giornalisti e uomini di cultura. Non ha nascosto le difficoltà di trovare fondi per concludere con l’adeguato risarcimento richiesto dagli esuli per i beni nazionalizzati dalla Jugoslavia, facendo presente che “non è facile in questo momento trovare fondi per gli esuli quando vi sono richieste di chi non arriva a fine mese”. Ha però aggiunto che il suo personale impegno, unitamente al sen. Camber ed all’on. Menia, continuerà ad essere uguale a quello degli anni scorsi. Giovanardi si è quindi riproposto, per quando tornerà a Trieste per presiedere il convegno contro la droga, l’alcolismo e gli incidenti stradali, di incontrare e di discutere con franchezza e realismo la situazione con le Associazioni degli Esuli. “Infatti – ha concluso – il futuro è nella cultura: nel finanziamento delle attività delle associazioni degli esuli, che attraverso i loro giornali mantengono la memoria storica e fanno da ponte, in quanto la tramandano alle nuove generazioni”.