Giorno del Ricordo all’IUAV di Venezia: la sede dei Tolentini da campo profughi a luogo di memoria

26.02.2026 – L’Università Iuav di Venezia ha ospitato, presso l’Aula Magna della sede storica dei Tolentini, un convegno istituzionale inserito nel programma delle celebrazioni per il Giorno del Ricordo. L’evento ha assunto un forte valore simbolico proprio per il luogo in cui si è svolto: l’ex convento dei Tolentini è stato infatti uno dei centri di raccolta che ha accolto gli esuli fiumani, dalmati e istriani dal 1947 al 1950.

L’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con l’ANVGD (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) – Comitato di Venezia. A fare gli onori di casa portando i saluti istituzionali sono stati Benno Albrecht, Rettore dell’Università Iuav di Venezia, Darco Pellos, Prefetto di Venezia, e Paola Mar, Assessore del Comune di Venezia. I lavori sono stati introdotti da Alessandro Cuk, Presidente del Comitato veneziano dell’ANVGD, associazione storica che si occupa di mantenere viva la memoria degli italiani costretti ad abbandonare le terre cedute alla Jugoslavia. La memoria di quei giorni è stata resa viva e tangibile dalla commovente presenza all’evento di Carlo Zohar, esule da Zara, che fu in prima persona ospite del campo profughi allestito ai Tolentini.

La complessa stratificazione storica dell’ex convento dei Tolentini racconta una lunga serie di trasformazioni indissolubilmente legate alle emergenze del Novecento: dopo la soppressione in epoca napoleonica e la conseguente conversione in caserma, l’edificio vide l’occupazione delle truppe inglesi, per poi trasformarsi tra il 1946 e il 1950 in uno dei centri di raccolta veneziani per circa duecento esuli giuliano-dalmati, costretti a vivere in spazi di fortuna ricavati dividendo gli ampi saloni unicamente con coperte; sebbene già nel 1949 l’immobile fosse stato formalmente destinato alla Scuola Superiore di Architettura, tra il 1951 e il 1952 la struttura aprì nuovamente le porte all’emergenza accogliendo gli sfollati dell’alluvione del Polesine, trovando infine la sua definitiva vocazione accademica solo a partire dal 1958 con l’effettivo inizio dei lavori di restauro. A perenne memoria dell’accoglienza offerta agli esuli, nel 2025 è stata posata all’interno del complesso universitario una targa commemorativa.

Il programma ha visto gli interventi di Antonella Scarpa (ANVGD) e dei ricercatori dell’Iveser (Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza e della società contemporanea), Stefania Bertelli e Marco Borghi. Quest’ultimo ha presentato un’inedita e preziosa mappa dei luoghi dell’esodo a Venezia: una cartografia che non si limita a censire i campi profughi, ma rintraccia epigrafi, luoghi della memoria e segni tangibili nella toponomastica cittadina.

A collegare la dimensione locale con quella nazionale è stato l’architetto Massimiliano Tita, laureato proprio a Iuav e curatore della MEDIF (Mostra Esuli Dalmati, Istriani, Fiumani). Tita ha illustrato le caratteristiche di questa fondamentale esposizione permanente allestita nelle Sale del Grottone al Vittoriano di Roma. La mostra restituisce verità e dignità a questa pagina di storia attraverso un percorso narrativo e immersivo che guidano il visitatore tra documenti storici, fotografie, oggetti d’epoca e un ricco apparato di installazioni multimediali interattive contenenti le video-testimonianze dirette degli esuli.

 

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