10.02.2026 – Si è svolta a Trieste, al Sacrario della Foiba di Basovizza, la cerimonia ufficiale per il Giorno del Ricordo, la ricorrenza istituita dalla legge dello Stato per commemorare le vittime delle foibe, l’esodo giuliano-dalmata e le complesse vicende del confine orientale nel secondo dopoguerra. Un momento di raccoglimento e memoria condivisa nel luogo simbolo del Carso, riconosciuto monumento nazionale. La commemorazione, promossa dal Comune di Trieste e dal Comitato per i Martiri delle foibe, si inserisce nel programma di iniziative del 10 febbraio, data che richiama la firma del Trattato di Pace di Parigi del 1947. Un passaggio storico che sancì, tra l’altro, il trasferimento dell’Istria, del Carnaro e di gran parte della Venezia Giulia alla Jugoslavia, aprendo una ferita profonda nella storia nazionale e nelle comunità coinvolte.
Alla cerimonia hanno preso parte il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e il presidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. Presenti numerose autorità civili e militari, insieme alle associazioni combattentistiche e d’arma, schierate ai lati dell’area delle celebrazioni con i propri vessilli. La mattinata commemorativa è stata preceduta dalla deposizione di tre corone d’alloro alla Foiba 149 di Monrupino, in un gesto di silenzioso omaggio alle vittime. Momento centrale della cerimonia è stata l’omelia di monsignor Enrico Trevisi, che ha richiamato il valore universale della memoria e della preghiera: «Siamo qui a pregare per le vittime dell’odio che sono state uccise in queste foibe e in tutte le foibe. Preghiamo per loro e per le loro famiglie. E preghiamo per tutte le vittime delle tragedie che le ideologie – nazista, fascista, comunista – hanno causato».

Un ricordo particolare è stato rivolto anche alle vittime della strage di Vergarolla e a tutte le persone colpite dall’“odio cieco di Caino”, non solo in queste terre ma in ogni parte del mondo. Nel suo intervento, l’arcivescovo ha evocato la figura di don Francesco Bonifacio, martirizzato ottant’anni fa e fatto sparire l’11 settembre 1946: «Unica sua colpa servire Dio e amare il suo popolo, con tutto il cuore, libero da ogni ideologia».
Al termine della cerimonia, alla stazione centrale di Trieste, è stato inaugurato alla presenza del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Elvira Calderone (figlia di esule istriana) il Treno del Ricordo, convoglio storico messo a disposizione dalla Fondazione FS Italiane e dal Gruppo FS. Allestito con una mostra multimediale e con l’esposizione delle masserizie degli esuli giuliano-dalmati, il treno rappresenta un ulteriore strumento di testimonianza e divulgazione, pensato per portare la memoria lungo il Paese. A Basovizza, come ogni 10 febbraio, il silenzio del Carso si è fatto voce della storia: una memoria che non chiede vendetta, ma verità, consapevolezza e l’impegno collettivo a dire, ancora una volta, mai più.

