Gino Paoli in chiave jazz (Giornale di Vicenza 02 ott)

SCHIO – "Un incontro in jazz" apre ufficialmente la seconda edizione del Festival di Musica Contemporanea organizzato da Schiolife. Domani sera (venerdì) alle 21, al teatro Astra, tocca a un mostro sacro della musica d’autore italiana qual è Gino Paoli a tagliare idealmente il nastro di una rassegna che comprenderà, più avanti, i concerti di Banco del Mutuo Soccorso, New Trolls e Keith Emerson band.

Un appuntamento particolare, quello con il cantautore genovese che la scorsa settimana ha tagliato il traguardo dei 74 anni e si appresta a celebrare il mezzo secolo di canzoni, risalendo al 1959 le sue prime composizioni finite su vinile. L’autore di brani leggendari come "Sapore di sale", "La gatta" e "Senza fine", giustamente catalogati fra le più belle pagine della musica italiana, si presenta a Schio con un progetto di enorme interesse non solo per i suoi numerosi fans ma anche per gli appassionati del jazz.

La band che lo accompagna è composta da Danilo Rea al pianoforte, Rosario Bonaccorso al contrabbasso, Roberto Gatto alla batteria e Flavio Boltro alla tromba. Un quartetto che consentirà la rilettura in chiave jazzistica dei pezzi già citati come di "Il cielo in una stanza", scritto per Mina, "Che cosa c’è", "Vivere ancora", "Sassi" cui si aggiungono standard internazionali come "My funny valentine", "All of me" e "La ragazza di Ipanema". Nella scaletta del concerto non mancheranno sorprese.

Paoli, nato in verità a Monfalcone, si trasferisce ben presto a Genova con la famiglia, coinvolta nell'esodo giuliano-dalmata dell’immediato dopoguerra. Alcuni suoi parenti perdono la vita durante le operazioni di pulizia etnica compiute dai reparti regolari e paramilitari jugoslavi. La passione per la musica arriva dalla mamma, buona pianista e, nella nuova residenza ligure, entra in contatto ed amicizia con quelli che, assieme a lui, formeranno la cosiddetta "scuola genovese": Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Fabrizio De André, Umberto Bindi, Joe Sentieri, Giorgio Calabrese, i fratelli Gian Piero e Gianfranco Reverberi. A questi ultimi deve il contatto con la casa discografica Ricordi, rapporto dalla quale nasceranno successi straordinari come "La gatta", uscita nel 1960 con iniziale scarso interesse (nel primo mese pare non avesse superato le cento copie di vendita) ma salita in classifica grazie al passaparola, "Il cielo in una stanza", affidato alla splendida voce di Mina cui seguiranno, nel ’61, "Senza fine",
"Anche se", "Me in tutto il mondo", "Che cosa c'è", frutto del sodalizio musicale e sentimentale con Ornella Vanoni. Col passaggio alla Rca nel ’63 arriva "Sapore di sale", arrangiato da Ennio Morricone e legato al periodo contrastato del suo legame amoroso con Stefania Sandrelli. Per ritornare nelle hit parade Paoli dovrà attendere il 1991, anno di "Quattro amici".

Nel frattempo la sua carriera ha vissuto momenti altalenanti, travolta inizialmente dal dilagare del beat e del rock, tornata in periodicamente in auge grazie alla riscoperta dei suoi classici, reinterpretati da altri.

La svolta jazz, anticipata dall’album "Milestones" dello scorso anno, lo riporta protagonista della scena musicale italiana, dimostrando la sua enorme capacità di rinnovarsi. I biglietti per il concerto di Schio saranno disponibili al botteghino dell’Astra a partire dal pomeriggio di domani e sino a venerdì mattina: poltronissime a 35 euro, platea numerata a 30 euro e galleria non numerata a 25 euro. C’è ancora buona disponibilità per tutti i settori. Si possono trovare da Discovery a Schio, Radio Varsavia a Vicenza e nel circuito Box Office.

Mauro Sartori