fvgnews.net – 070507 – Si chiude la rassegna su Alida Valli

Trieste (TS) – Martedì 8 maggio, al cinema Ariston di Trieste, si conclude la rassegna “Alida Valli: una, nessuna, centomila”, omaggio curato dalla scrittrice e giornalista Annamaria Mori – in collaborazione con Alpe Adria Cinema di Trieste e Laboratorio Immagine Donna di Firenze – che per sei giorni ha riproposto alcune delle pellicole (15 in tutto) più significative della lunga carriera dell’artista. Si è trattato, di fatto, della prima retrospettiva mondiale dedicata a una delle attrici italiane che meglio ci ha rappresentato nel mondo, quell’Alida Valli che dalla sua città natale, Pola in Istria, è arrivata a Hollywood per poi ritornare in Europa e in Italia.
La rassegna – che ha anche avuto il merito di realizzare un delicato lavoro di rigenerazione e ristampa di alcuni film che richiedevano un intervento di restauro per poter essere proiettati – si conclude nella serata di martedì 8 maggio alla presenza del regista Giuseppe Bertolucci, che insieme al fratello Bernardo aveva individuato in Alida Valli una delle proprie ‘icone’, valorizzando l’attrice proprio sul finire della carriera. Di Giuseppe Bertolucci – che alle 20.00 incontrerà il pubblico al Cinema Ariston – la rassegna presenterà (ore 22.00) “Segreti segreti”, del 1984, mentre “La strategia del ragno” (ore 20.00) è il film firmato nel 1970 da Bernardo Bertolucci, dove Giuseppe compare come aiuto regista. Si tratta del quinto film di Bernardo e chiave di volta del suo percorso d’autore, per molti un capolavoro assoluto, oggetto d’infinite interpretazioni. Il giovane regista, futuro grande maestro del cinema del 900, va in analisi e cinematograficamente fa i conti con la figura paterna e con la narrazione fondativa del Paese, quella dei partigiani padri della patria, in questo caso anche comunisati emiliani. I luoghi sono gli stessi in cui sarà girato Novecento ed è il primo film del regista con la magica fotografia di Vittorio Storaro.
“Segreti segreti”, invece, si svolge in un’Italia ancora senza parole per gli anni di piombo e Giuseppe Bertolucci prova a darne immagini nitide, ancora attraverso le calli veneziane e poi dentro una villa. Caliamo, come per caso, nell’Irpinia del dopo terremoto per arrivare negli appartamenti romani, passando per una clinica di lusso. Il filo tenue che lega la storia di sette belle donne (Lina Sastri, Rossana Podestà, Stefania Sandrelli, Giulia Boschi, Lea Massari, Mariangela Melato e, naturalmente, Alida Valli), tutte madri e figlie, è quella del disagio: si dipanerà alla fine, per incastri di affetti e di luoghi, senza svelare niente.